martedì, Ottobre 19, 2021

Ammore & Malavita dei Manetti al cineforum La Perla

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Renato Aiello
Giornalista. Ha partecipato negli ultimi anni a giurie di festival cinematografici (come il SocialWorld Film Festival di Vico Equense), concorsi fotografici e mostre collettive. Recensioni film, serie TV, teatro, eventi, attualità.

Dopo l’accoglienza positiva all’ultimo Festival di Venezia a settembre scorso e il passaggio in sala in autunno, per la pellicola dei Manetti Bros è tempo di un breve ritorno grazie al cineforum a cura del critico cinematografico Giuseppe Borrone al cinema La Perla. 

Ammore e Malavita dei ManettiL’ultimo film dei Manetti Bros, autori di Song ‘e Napule e della serie tv su Rai2 L’ispettore Coliandro, l’acclamato Ammore e Malavita, torna in sala per il ciclo di appuntamenti col cinema d’autore curato da Giuseppe Borrone al cinema La Perla a Fuorigrotta.

Lunedì 15 e martedì 16 gennaio tre spettacoli giornalieri divertiranno il pubblico di appassionati e iscritti col musical interpretato da Serena Rossi, Giampaolo Morelli, Claudia Gerini e Carlo Buccirosso, Raiz, Franco Ricciardi e Ivan Granatino.

Nella pellicola dei Manetti (ritratto da Morelli, affascinante ed elegante quasi quanto James Bond, saga citata spesso nel film) è un temuto killer della camorra. Insieme a Rosario (il cantante Raiz) è una delle due tigri al servizio di don Vincenzo (un esilarante Buccirosso), “o’ re do pesce”, e della sua astuta moglie cinefila, donna Maria (maiuscola la Gerini alle prese col napoletano a tanti anni di distanza da Francesca e Nunziata della Wertmuller).

Fatima (interpretata dalla Rossi, ancora una volta davanti alla macchina da presa dei Bros) invece è una giovane infermiera residente a Scampia, in quelle vele che a inizio film si mostrano allo spettatore come l’ultima frontiera del brivido turistico internazionale, con tanto di bus per passeggiate fotografiche consapevoli dei rischi e dello scippo.

Due mondi in apparenza così distanti, ma destinati a incontrarsi, e a scontrarsi. Una notte infatti Fatima si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato. A Ciro viene dato l’incarico di sbarazzarsi di quella ragazza che ha visto il boss sulla barella dell’ospedale, impegnato in un camuffamento e in una ritirata di facciata. Ma le cose non vanno come previsto.

Fatima e Ciro si trovano faccia a faccia e si riconoscono sulle note di What a feeling di Flashdance (una scena già cult dai tempi del primo trailer e dalle clip girate in rete sul web mentre concorreva al lido). Riscoprono così l’amore mai dimenticato della loro adolescenza, tra scritte e cuori sui muri, baci al sole e corse al porto. Per Ciro allora si configura un’unica soluzione: tradire don Vincenzo e donna Maria e uccidere i sicari sulle loro tracce. Inizia così una lotta senza quartiere tra gli splendidi scenari dei vicoli di Napoli e il mare del golfo all’ombra del Vesuvio, tra musica, canzoni neomelodiche e azione mozzafiato, amore e pallottole.

Ospite nel 2016 del Giffoni Film Festival, Giampaolo Morelli anticipò proprio allora di aver preso parte all’ultima fatica cinematografica dei suoi registi feticcio, che allora aveva questo titolo provvisorio, Napoli Canta e Spara: «È una sceneggiata napoletana rivisitata in chiave moderna, con tutti i canoni del genere, dalle sparatorie alla musica. Sarò un malamente’atipico” disse a suo tempo  l’attore, che ai ragazzi della kermesse regalò anche un consiglio per il loro futuro.

La mia prossima destinazione è avere sempre nuove destinazioni. Bisogna darsi sempre nuovi traguardi e non fermarsi mai. Non so quale sia la strada per diventare attore – aggiunse Morelli – ognuno può trovare la sua. C’è chi fa l’accademia, chi viene dal Grande Fratello ed è straordinario: se sentite l’esigenza di fare qualcosa non fermatevi mai, nemmeno di fronte ai no.

Ho capito che avrei voluto fare l’attore alla fine del liceo. Ero giovanissimo, anche perché a 12 anni ero già in quarta Ginnasio e avevo appena iniziato a darmi allo show facendo il prestigiatore. Ai miei tempi era tutto diverso – ricordò l’interprete di Lollo Love e dell’Ispettore Coliandro.

Mentre studiavo Giurisprudenza all’università ho fatto di tutto: barman nelle discoteche, cabarettista nelle birrerie, dove davvero non ti calcola nessuno e sembra quasi tu chieda l’elemosina. Poi partii per Roma e ho iniziato ad avere i primi ruoli. Confesso che non mi ispiro a nessun attore – rivelò l’attore feticcio dei Manetti Bros -: mi sono formato con i film anni ’80, un’età d’oro con i Goonies, Rocky e grazie alla mia cultura napoletana, attraverso Totò e Troisi».

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