NAPOLI: storia della ceramica, eccellenza delle arti partenopee

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Guida alle 10 cose più belle da fare e vedere a Napoli

di Maria Sordino – La produzione della ceramica artistica e tradizionale fa parte del tessuto culturale degli ultimi secoli della città di Napoli ed è considerata una delle eccellenze delle arti partenopee. La storia nota a tutti inizia nel 1743, con l’apertura della reale fabbrica di Capodimonte voluta da Carlo di Borbone, allorché il chimico Livio Vittorio Schepers, incaricato dallo stesso re, riuscì a studiare la formula più idonea per ottenere l’impasto della porcellana.

Esiste un’altra verità. Tesori nascosti, sotto gli occhi di tutti, arricchiscono i palazzi, arredano i parchi come, per esempio, quello della Mostra d’Oltremare, dove mille occhi guardano, solo pochi riescono a vedere. Finora. Grazie allo splendido libro di Giorgio Napolitano “La Ceramica a Napoli dallo Storicismo al Novecento“, edito da Fioranna, la storia della ceramica prodotta a Napoli è tracciata dal sorgere dell’Eclettismo fino alla metà del Novecento, portando l’appassionato lettore a fare un viaggio nell’iconografia e nel passato dell’arte napoletana, attraverso la scoperta di opere e luoghi alla portata di tutti.

ceramiche

Territori inesplorati e misconosciuti della storia dell’arte italiana sono indagati a fondo, restituendo alla città di Napoli una trama organica di manifatture, artisti, esperti artigiani ed operosità. Si intrecciano ad essa i determinanti culturali e artistici, sorretti da un vasto e del tutto inedito corredo iconografico, di immagini a colori e documenti d’epoca, che per la prima volta delineano il percorso delle manifatture napoletane. La lettura di questo affascinante volume permetterà a studiosi, conoscitori, collezionisti e appassionati, di veder ricostruito lo spazio della ceramica napoletana del 1870, anno dell’Esposizione Marittima, fino ai fermenti di ripresa degli anni Cinquanta del Novecento.

Il libro è frutto di un lungo e attento lavoro dell’autore, medico e appassionato storico della ceramica e giunge a coronamento di un complessa e articolata ricerca, proponendosi oggi come uno strumento di studio e consultazione, con precisi riferimenti cronologici e delineamento delle personalità attive delle storiche fabbriche napoletane. Lo studio si avvale di alcuni contributi di giovani studiosi (Stefano Gei, Antonella Delli Paoli e Maria Grazia Gargiulo) ed evidenzia una ricchezza di sapienza artigianale unita a creatività artistica, che coinvolge fattività, tradizione e ricerca di rinnovate modalità tecniche, indicando un valore diverso e di più ampia e profonda dimensione rispetto a quelle finora note.