Reddito di cittadinanza: stretta sul “boom” dei cambi di residenza

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Reddito di cittadinanza: stretta sul “boom” dei cambi di residenza

Reddito di cittadinanza: accordo M5S-Lega per cui chi ha cambiato residenza dopo il primo settembre 2018 non potrà usufruire della misura.

In attesa che il Parlamento faccia diventare legge il “decretone” contenente reddito di cittadinanza e Quota 100, il Governo M5S-Lega è al lavoro per contenere il “boom” dei cambi di residenza, allo scopo di fermare i “furbetti” che vorranno usufruire del reddito.

In questi giorni, infatti, c’è stato un vero e proprio “assalto” agli uffici anagrafe di numerosi Comuni, anche da parte di chi cerca di sfruttare l’escamotage del cambio di residenza per sfoltire gli stati di famiglia ed accaparrarsi il reddito (prassi accaduta anche in grandi città come Napoli): da ricordare che le domande per il sussidio potranno essere presentate da mercoledì 6 marzo.Reddito di cittadinanza: stretta sul “boom” dei cambi di residenza Il clima dell’ultimo incontro di Governo sul tema reddito di cittadinanza (tenutosi ieri pomeriggio) viene descritto da fonti pentastellate come “buono e cordiale”, con la Lega che ha chiesto la garanzia di maggiori controlli per chi ottiene il sussidio. Da qui, l’esclusione per chi ha cambiato residenza dopo il primo settembre 2018, con la garanzia di scrupolosi controlli dei vigili urbani.

Per chi rilascia dichiarazioni mendaci ci sarà l’esclusione per 5 anni dall’accesso al reddito. Sono previsti anche servizi sociali da svolgere per chi accede alle misure: con l’accordo del Comune e del beneficiario del reddito si può passare da 8 a 16 ore.

Reddito di cittadinanza: emendamento contro “furbetti del divorzio”

Ma non c’è stato solo il “boom” di cambi di residenza al centro del vertice. C’è infatti stato anche il via libera a un emendamento della Lega contro i furbetti del divorzio.

La proposta prevede che “se la separazione o il divorzio è avvenuta successivamente alla data del 1 settembre 2018“, per poter ottenere il reddito di cittadinanza “il cambio di residenza deve essere certificato da apposito verbale della polizia locale“.

Reddito di cittadinanza: per extracomunitari serve timbro del consolato

La commissione Lavoro del Senato ha inoltre approvato un altro emendamento della Lega al “decretone”, che per quanto riguarda gli extracomunitari vincola l’accesso alla presentazione di certificazione di reddito e patrimonio e del nucleo familiare rilasciata dallo Stato di provenienza.

Dunque, come riporta “Il Mattino”, per gli extracomunitari serve il timbro del consolato. Esentati da tale emendamento i rifugiati politici e chi proviene da Paesi dai quali non è possibile ottenere la certificazione. Il ministero del Lavoro avrà però tre mesi per stilare la lista di questi Paesi.