Carcere di Poggioreale, continua la caccia al detenuto evaso

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Napoli: Catturato l'evaso Robert Lisowski. Si aggirava in Corso Garibaldi

Mentre non si placano le polemiche sulla sicurezza nel carcere di Poggioreale, vanno avanti le ricerche del detenuto evaso utilizzando una corda di lenzuola.

“Evasione annunciata”. Cosi’ il Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria, commenta l’evasione di un detenuto del carcere di Poggioreale, a Napoli. “Adesso e’ prioritario catturare l’evaso – denuncia Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sappe – ma la grave vicenda porta alla luce le priorita’ della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di Poggioreale”. Fattorello denuncia “una volta di piu’ le quotidiane difficolta’ operative con cui si confrontano quotidianamente le unita’ di Polizia Penitenziaria in servizio a Poggioreale. E’ una evasione annunciata, frutto della superficialita’ con cui sono state trattate e gestite le molte denunce fatte dal Sindacato autonomo polizia penitenziaria sulle condizioni di sicurezza dell’istituto. Se fossero state ascoltate le continue denunce del Sappe, probabilmente tutti gli eventi critici denunciati e questa stessa evasione non sarebbe avvenuta”.

Il duro attacco

Per il Segretario Generale del Sappe Donato Capece “il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di piu’. La situazione nelle carceri si e’ notevolmente aggravata rispetto agli anni precedenti. I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nel primo semestre del 2019 sono inquietanti: 5.205 atti di autolesionismo, 683 tentati suicidi, 4.389 colluttazioni, 569 ferimenti, 2 tentati omicidi. I decessi per cause naturali sono stati 49 ed i suicidi 22. Le evasioni sono state 5 da istituto, 23 da permessi premio, 6 da lavoro all’esterno, 10 da semiliberta’, 18 da licenze concesse a internati. E la cosa grave e’ che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre piu’ carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti piu’ ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria”. “Poggioreale ha, per i detenuti, circa 1.500 posti letto”, conclude, “ma le presenze dei ristretti sono sempre oltre le 2.000/2.300 unita’. E nessuno ha fatto nulla per ripianare le gravi carenze di organico della Polizia Penitenziaria del carcere napoletano”.

Il garante dei detenuti

Intanto, in diretta a ‘Barba&Capelli, trasmissione di Corrado Gabriele in onda su Radio CRC, è intervenuto Samuele Ciambriello, Garante dei detenuti: “Il sovraffollamento a Poggioreale è ormai mero accessorio. Alla persona che sbaglia va tolto il diritto alla libertà, non alla dignità. 77 tentativi di suicidio in Campania: se non c’è stata una strage lo dobbiamo solamente agli operatori penitenziari. I sindacati commettono gravi errori durante le dichiarazioni: il diritto al culto è un diritto inalienabile, quindi non può essere cancellato come una partita di calcio. Dire ogni volta che c’è un evento critico, evidenziando la necessità di ridurre le attività, è enormemente errato. Con il provveditorato mi lamentavo del generale malessere, che si riflette sugli operatori che lavorano quotidianamente. Su una pianta organica di 4442 agenti, ne risultano unicamente 200 in meno. Tra questi, ben 800 non risultano in servizio grazie al permesso di malattia. Ad Ottobre farò partire, per la polizia penitenziaria, un corso di primo soccorso. Tre anni fa il ministero delle infrastrutture ha riservato 15 milioni per ristrutturare alcuni dei padiglioni delle carceri. Questi lavori non sono mai iniziati. E’ una cosa indegna”.