domenica, Settembre 19, 2021

Santa Maria Capua Vetere, detenuti picchiati in carcere: 52 misure cautelari

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Santa Maria Capua Vetere, detenuti picchiati in carcere: 52 misure cautelari
Luigi Maria Mormonehttps://www.2anews.it
Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.

Cronaca di Caserta: misure cautelari per 52 agenti di polizia penitenziaria coinvolti negli scontri con i detenuti del 6 aprile 2020. Tra i destinatari del provvedimento anche il provveditore delle carceri della Campania.

I Carabinieri di Caserta hanno eseguito 52 misure cautelari (8 in carcere, 18 gli arresti domiciliari, 3 obblighi di dimora, 23 sospensioni dall’esercizio del pubblico ufficio) emesse dal gip su richiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di appartenenti al corpo della Polizia Penitenziaria coinvolti negli scontri con i detenuti che avvennero il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Una protesta innescata da centinaia di carcerati dopo la notizia di un caso di positività al Covid 19 tra le mura dell’istituto casertano, dove vennero inviati da Napoli contingenti dei reparti speciali della Penitenziaria.

Circa 150 detenuti, preoccupati per la diffusione del contagio, si erano impossessati delle chiavi di sei sezioni e le avevano occupate, costringendo i poliziotti ad allontanarsi. La protesta era rientrata soltanto a notte fonda, quando la direzione aveva assicurato che sarebbero stati eseguiti i test per verificare il contagio.

In particolare, la rivolta raggiunse l’apice in seguito alla sospensione dei colloqui con i familiari. La Procura aprì successivamente un’inchiesta per abuso di autorità, violenza e tortura con decine di indagati tra la Polizia Penitenziaria. Una misura interdittiva è stata notificata stamattina anche al provveditore delle carceri della Campania, Antonio Fullone.

La notifica degli avvisi di garanzia agli agenti della polizia penitenziaria indagati, avvenuta l’11 giugno 2020, da parte dei Carabinieri, provocò vibranti polemiche per la modalità d’esecuzione: alcuni poliziotti infatti salirono sui tetti dell’istituto penitenziario per protestare.

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