Sicurezza e immigrazione, dal Cdm arriva l’ok al decreto Salvini

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Salvini dice sì alla cittadinanza a Ramy:

Lo stesso ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha spiegato in conferenza stampa come per i richiedenti asilo lo stop alla domanda per la cittadinanza si avrà in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado.

Il governo dà il via libera al decreto che unifica i testi su sicurezza e migranti. Soddisfatto il ministro Salvini, che parla di ‘passo in avanti per un’Italia più sicura’ e assicura che non viene leso alcun diritto fondamentale.

“#DecretoSicurezza, alle 12.38 il Consiglio dei Ministri approva all’unanimità! Sono felice. Un passo in avanti per rendere l’Italia più sicura”, ha scritto Salvini, su Fb.

“Non lediamo nessuno diritto fondamentale: se entri a casa mia e spacci ti accompagno da dove sei arrivato”: ha poi spiegato il ministro in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Se sei condannato in via definitiva è di buon senso toglierti al cittadinanza”, ha aggiunto. “Per i richiedenti asilo – ha spiegato il vicepremier – lo stop alla domanda si avrà in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado. Questa è stata una delle mediazioni aggiunti e suggerite”.

“L’obiettivo è chiudere tutti i campi rom entro la fine della legislatura”, ha detto poi il ministro Salvini.

Il premier Conte: “Non cacciamo nessuno dall’oggi al domani”

“In un quadro di assoluta garanzia dei diritti delle persone e dei Trattati, andiamo a operare una revisione per una disciplina più efficace”, ha detto il premier, Giuseppe Conte, aggiungendo: “Ci sono norme contro la mafia e il terrorismo”. “Non cacciamo nessuno dall’Italia dall’oggi al domani, ma rendiamo più efficace il sistema dei rimpatri”.

“Rispetto all’ordinaria formulazione abbiamo unificato in un’unica struttura normativa, più funzionale anche in ragione della complementarietà delle materie, i testi su migranti e sicurezza – ha detto Conte –. L’obiettivo è riorganizzare l’intero sistema di riconoscimento della protezione internazionale per adeguarla agli standard europei. Ci siamo accorti che c’erano disallineamenti significativi rispetto ad altri Paesi europei”.