Coronavirus: i giovani commercialisti chiedono a Mef la sospensione degli adempimenti

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Coronavirus: i giovani commercialisti chiedono a Mef la sospensione degli adempimenti

L’Ungdcec rivolge un appello al MEF affinché assuma in tempi rapidi un provvedimento che disponga la sospensione degli adempimenti fiscali.

ROMA – “La Giunta esecutiva dell’Unione Nazionale Giovani dottori Commercialisti ed Esperti Contabili chiede al Ministero dell’Economia e delle Finanze un provvedimento urgente, che, sospendendo versamenti ed altri obblighi fiscali (compresi gli invii telematici), disponga la remissione in termini per i contribuenti e gli studi professionali interessati dalle misure di quarantena, rappresentando l’attuale situazione un oggettivo impedimento per cause di forza maggiore, come evidente dalla chiusura di attività pubbliche e private disposte ai fini sanitari per scongiurare il diffondersi del nuovo coronavirus”.

Lo rende noto Deborah Righetti, vicepresidente dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed esperti contabili annunciando che l’Ungdcec si unisce alla richiesta del Cndcec e si schiera a difesa dei colleghi, dei professionisti in genere e delle imprese rivolgendo un appello al MEF affinché, a norma dell’art. 9 dello Statuto dei contribuenti, stante l’evidente impedimento per causa di forza maggiore, assuma in tempi rapidi un provvedimento che disponga la sospensione degli adempimenti fiscali, ivi compresi i versamenti, a favore dei Commercialisti e di tutti i professionisti, nonché di tutti i contribuenti con sede dell’attività oppure la residenza di titolari, soci, amministratori, collaboratori o dipendenti nelle aree interessate dalle misure di quarantena introdotte per contrastare la diffusione del coronavirus.

“Lapalissiani sono l’importanza e l’interesse pubblico di tale provvedimento, che, supportando concretamente colleghi, nonché tutte le categorie professionali ed imprenditoriali, consentirebbe inutili esposizioni a rischio sanitario – ha aggiunto -, evitando le sanzioni per inadempimento o mancato rispetto dei termini normativi”.

L’Ungdcec non limita le proprie richieste ai soli obblighi tributari e di invio telematico, chiedendo, parimenti, di estendere tale deroga per gli stessi motivi, a tutte le attività in genere dei colleghi commercialisti, qualora impossibilitati da oggettivi impedimenti legati alle misure di quarantena localmente adottate.

“Oltre a questo – ha rimarcato la vicepresidente della Giunta esecutiva – stante lo ‘spirito Unione’ che da sempre ci caratterizza, vogliamo schierarci in prima linea nel supporto concreto a tutti quei colleghi che, vista la eccezionalità della situazione, potrebbero trovarsi in difficoltà anche nella gestione ordinaria del proprio studio professionale.

Per questo motivo, intendiamo raccogliere le segnalazioni di criticità degli associati, al fine di poter fornire il più concreto sostegno possibile attraverso la nostra rete di iscritti. A titolo esemplificativo, ci riferiamo a circostanze per le quali l’attività possa risultare pregiudicata per assenza o grave mancanza di dipendenti o di collaboratori ovvero l’attività ordinaria possa venire compromessa dalla limitazione alla circolazione ovvero dall’impossibilità della clientela di adempiere alle richieste necessarie per l’adempimento dell’incarico professionale. A tale scopo verranno fornite, a stretto giro, indicazioni sulle modalità di segnalazione”.

“Si rimette – ha concluso l’esponente dell’Ungdcec – alle Unioni locali e ai coordinamenti regionali la valutazione sulle singole attività convegnistiche ed istituzionali in luoghi interessati da provvedimenti di quarantena e più in generale anche in quelle regioni oggetto di ordinanze di chiusura temporanea di luoghi di aggregazione”.