Mariangela Vacatello in concerto al Teatro San Carlo

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Mariangela Vacatello in concerto al Teatro San Carlo

Il prossimo appuntamento al teatro San Carlo sarà con Mariangela Vacatello, protagonista di un recital pianistico con musiche di György Ligeti, Beethoven e Liszt.

Il pianoforte dunque ancora protagonista del prossimo concerto al teatro San Carlo in programma mercoledì 9 gennaio alle ore 20.00 per la Stagione di Concerti 2018/2019.

Al pianoforte, Mariangela Vacatello, Classe 1982, originaria di Castellammare di Stabia, inizia la sua carriera giovanissima e si impone sulla scena internazionale già all’età di 17 anni, con il 2° premio al concorso “Franz Liszt” di Utrecht. Nel 2005 si aggiudica il 2° premio anche al concorso “Ferruccio Busoni” di Bolzano.

Da oltre vent’anni è riconosciuta per la curiosità e versatilità degli orizzonti esecutivi, per il virtuosismo e passione che si ritrovano in ogni brano che inserisce nel suo vasto repertorio; queste caratteristiche si rispecchiano sia nelle recensioni ai concerti e incisioni discografiche per la casa discografica olandese Brilliant Classics (“12 Studi Trascendentali” di F. Liszt, “12 Studi” di C. Debussy, Opera completa per pianoforte di Alberto Ginastera) che nei progetti che l’hanno vista collaborare diverse volte con l’IRCAM – Centre Pompidou di Parigi e con la Fondazione di Arte Contemporanea Spinola-Banna per la quale è stata Artista in Residenza insieme al compositore Leone d’oro Georges Aperghis.

Vive attualmente a Perugia e unisce la sua carriera pianistica con l’attività didattica presso il Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma, all’Accademia di Musica di Pinerolo e in diverse masterclasses.

Per la Vacatello quello di mercoledì sarà il suo debutto al San Carlo, per il quale ha scelto un programma all’insegna del virtuosismo pianistico, affrontando immortali pagine romantiche di difficile ed impegnativa esecuzione.

 Aprirà la serata il pezzo Musica ricercata di György Ligeti, scritta fra il 1951 e il 1953, una celebre composizione costituita da undici brani pianistici strutturati secondo uno schema molto rigido. Infatti il primo brano utilizza solamente due note ripetendole con ritmi diversi e trasportandoli nei vari registri della tastiera.

Nel secondo brano le note da usare saranno tre, poi quattro e così via, fino al totale delle dodici note nell’ultimo brano, un omaggio al maestro del contrappunto barocco Girolamo Frescobaldi, e al suo compaesano e mentore Bela Bartok, entrambi ungheresi, visto che anche quest’ultimo ha usato il pianoforte come strumento a percussione.

Il secondo degli undici brani fu inserito poi da Kubrick nel suo ultimo film, forse il più enigmatico, Eyes Wide Shut.

Seguirà la celeberrima Sonata per pianoforte n.14 in do diesis minore, Op. 27 n. 2 di Ludwig van Beethoven da tutti conosciuta come la sonata “Al chiaro di luna” grazie a Ludwig Rellstab, influente critico musicale, poeta e pianista, che affermò come la Sonata gli evocasse una placida passeggiata al chiaro di luna sulla riva del lago dei Quattro Cantoni. Un’intuizione fortunata che riusciva a fissare nell’immaginario collettivo sensazioni condivise da ascoltatori ed esecutori.

Questa Sonata fu definita invece da Beethoven “quasi una Fantasia”, come recita il “colorito” interpretativo del primo movimento. Un appellativo che dice moltissimo delle reali intenzioni musicali del compositore, perché ne sottolinea l’originalità e dichiara con estrema chiarezza la volontà di superamento dello schema classico della Sonata pianistica, per abbracciare una maggiore libertà formale della struttura, una vera e propria rivoluzione pianistica che solo un genio unico come Beethoven, poteva creare e concepire, con tanta destrezza ed efficacia.

Concluderà la serata la monumentale Sonata in si minore per pianoforte, S 178 di Franz Listz, una vera e propria pietra miliare del pianismo lisztiano e banco di dura prova obbligatorio per tutti i più grandi e talentuosi pianisti. Composta nel 1852 e completata a Weimar il 2 febbraio 1853, fu dedicata al grande e sfortunato Schumann.

Sebbene l’autore adotti la classica denominazione di Sonata, in realtà la sua opera ne mette radicalmente in discussione la forma e la struttura architettonica. Infatti è strutturata in un solo lunghissimo movimento della durata di oltre mezz’ora al cui interno si susseguono numerose indicazioni che contrassegnano i vari momenti della composizione, delineando atmosfere sonore differenti e lasciando dispiegare i diversi temi della composizione.

Mercoledì 9 gennaio 2019 ore 20.00

MARIANGELA VACATELLO

György Ligeti
Musica Ricercata

Ludwig van Beethoven
Sonata per pianoforte n.14
in do diesis minore, Op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna”
 

Franz Liszt
Sonata in si minore per pianoforte, S 178