Napoli, racket a cantiere Unesco di Porta Capuana: un arresto

300
Napoli, racket a cantiere Unesco di Porta Capuana: un arresto

Porta Capuana: arrestato il 47enne Antonio D’Andrea (emissario del clan camorristico che aveva minacciato la ditta del cantiere Unesco, riaperto nella giornata di oggi).

La Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. Vicaria – Mercato ha effettuato un arresto per le richieste di estorsione fatte al cantiere impegnato nei lavori di restyling di Porta Capuana, nell’ambito della riqualificazione del Centro Storico cittadino, finanziati nell’ambito di un più ampio progetto UNESCO.

Dopo quelle minacce, il titolare dell’impresa aveva deciso di fermare i lavori (poi ripresi nella giornata di oggi, lunedì 13 maggio, dopo un incontro con le istituzioni cittadine e le forze dell’ordine).

L’arrestato è Antonio D’Andrea, 47enne pregiudicato, gravemente indiziato del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. A incastrarlo i filmati dei sistemi di videosorveglianza del cantiere, che hanno consentito l’individuazione del modello e della targa dello scooter utilizzato dall’estorsore.

Lo scorso 7 maggio, l’uomo aveva intimato ad uno degli operai presenti di sospendere l’attività e di riferire al responsabile dei lavori di andare a parlare con “gli amici della Maddalena” se avesse voluto continuare a lavorare in tranquillità.

Il giorno seguente, mercoledì 8 maggio, il medesimo soggetto si è avvicinato nuovamente al cantiere e, constatata la regolare presenza del personale della ditta, ha minacciato lo stesso operaio con il quale aveva parlato il giorno prima, ribadendo la pretesa estorsiva ed intimando in maniera perentoria di sospendere i lavori, almeno fino a quando non avessero parlato con gli “amici della Maddalena”