Milan, ex presidente Yonghong Li indagato per falso in bilancio

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Yonghong Li: l’ex presidente del Milan è sotto inchiesta per il reato di false comunicazioni sociali (mentre la squadra è riammessa in Europa League).

La procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati per falso in bilancio il cinese Yonghong Li. L’ex presidente del Milan rientra nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e dal pm Paolo Storari, sull’operazione con la quale l’uomo d’affari cinese ha rilevato lo scorso anno il club rossonero dalla Fininvest per 740 milioni di euro.Milan, inchiesta sulla vendita: ipotizzato reato di riciclaggio In tale inchiesta la passata gestione non è assolutamente coinvolta e in cui risulta parte offesa il mercato, al quale l’imprenditore cinese avrebbe dato false rassicurazioni, in merito alla sua società che ha acquistato il Milan e che, in realtà, in Cina era fallita. Nel mirino dunque non la vendita ma i comunicati ufficiali con cui Li, da presidente del Milan, affermava di poter far fronte agli impegni finanziari. Per pagare Fininvest, l’imprenditore cinese aveva ottenuto un prestito da 300 milioni dal fondo Elliott, ora nuovo proprietario. Soldi che era riuscito a restituire, tra proclami e scadenze rispettate in extremis, solo fino al 22 giugno scorso, quando non aveva ottemperato a una scadenza fondamentale: non aveva versato i 32 milioni di euro previsti come aumento di capitale.

Tas accoglie ricorso: Milan giocherà Europa League

Nella giornata di oggi, arriva comunque una buona notizia per i tifosi del Milan, che potrà prendere parte alla fase a gironi della prossima Europa League. Il Tas (Tribunale Arbitrale Sportivo) di Losanna ha infatti accolto il ricorso del club rossonero, in merito alla squalifica stabilita dall’Uefa per la stagione 2018-2019, sanzione comminata a causa del mancato rispetto delle norme del fair-play finanziario nel triennio 2014-2017.Serie A, domenica il Milan senza Romagnoli e Bonucci Secondo il Tribunale, la sentenza dell’Uefa sarebbe stata “non proporzionata”, rimandando alla stessa Uefa per una nuova sanzione che sarà solo finanziaria. A questo punto, l’Atalanta dovrà giocare i preliminari di Europa League, mentre la Fiorentina, che aveva iniziato prima il ritiro precampionato in vista di un eventuale ripescaggio, resta fuori.