Mercogliano: La scuola e l’educazione alla sensibilità

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Mercogliano: La scuola e l'educazione alla sensibilità

L’I.C. Mercogliano ha realizzato un opera artistica rappresentata da una gigantesca scarpa stilizzata di un rosso intenso dedicata alle vittime di femminicidio.

di Giuseppe Giorgio – Ogni volta che si sente parlare di argomenti importanti che toccano il sociale come l’ecologia, la legalità e la cittadinanza, è ormai un fatto quasi normale trovare l’istituzione scuola in prima linea.

Tuttavia, ciò, spesso, si riduce a “sterili” e talvolta noiosi incontri con conferenzieri di professione che si limitano a snocciolare dati senza proporre esempi concreti. E’ estremamente significativo, invece, osservare nell’atrio dell’I.C. Mercogliano, la cittadina irpina ai piedi di Montevergine, l’ enorme installazione artistica rappresentata da una gigantesca scarpa stilizzata di un rosso intenso alta 3 metri e lunga 4 punteggiata da volti di donna divenute tristemente famose perché vittime di femminicidio.

Mercogliano: La scuola e l'educazione alla sensibilità

Tra questi volti, quelli di Sarah Scazzi, Melania Rea e Yara Gambirasio. Donne raffigurate in pose e momenti felici col sorriso che le avrebbe sempre dovute contraddistinguere, un sorriso che è stato però brutalmente spento per sempre.

Realizzata dagli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado dei tre plessi dell’I.C. Mercogliano dopo la visita delle psicologhe e sociologhe de “La Goccia”, l’opera ha ricevuto dei riconoscimenti al di fuori della scuola avendo vinto il primo premio del concorso “Be Help-is” organizzato dalla Cooperativa sociale La Goccia di Avellino.

Un’iniziativa artistica che conferma la sensibilità della scuola di Mercogliano da sempre aperta alla diffusione di questi primari valori formativi come testimoniato dalla Dirigente, Alessandra Tarantino e dalla Vicaria Anna Capossela. A guidare gli alunni nella realizzazione della grande scarpa tridimensionale, sono stati i docenti di Arte e Immagine dell’Istituto: i professori Giuseppe De Maio Alma Calabrese. 

Il progetto molto ambizioso è stato portato a termine grazie all’entusiasmo e alla partecipazione degli alunni che hanno anche composto delle frasi dimostrando che il messaggio di sensibilizzazione è stato davvero recepito.

Le frasi, a volte sotto forma di riflessione, altre di vero e proprio ammonimento, sono state intervallate alle immagini delle donne, rappresentando una speranza affinchè episodi tanto efferati non continuino a riempire i titoli dei telegiornali.

“E’ significativo dunque- hanno ribadito gli artefici dell’iniziativa – sottolineare come in un periodo tanto difficile per gli adolescenti, dove sempre più spesso la fanno da padrone espressioni come ‘stese’, ‘paranza’ e ‘baby gang’, la scuola riesca ancora a rappresentare un baluardo indispensabile nel contrasto a tutte le attività negative attraverso la diffusione di valori che possono essere racchiusi in un’unica parola…sensibilità”.