In Campania, paziente ibernato per aprire le due arterie polmonari

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In Campania, paziente ibernato per aprire le due arterie polmonari

Una storia di buona sanità in Campania. Un uomo di 45 anni è stato ibernato e salvato da una grave embolia polmonare.

Prima volta in Campania operato un paziente ibernato. Si chiama tromboendoarterectomia polmonare e si effettua solo in circolazione extracorporea raffreddando il paziente fino a 18° di temperatura, una sorta di ibernazione. Una volta aperte le due arterie polmonari, si procede alla rimozione dei trombi che occludono il circolo polmonare, in modo da permettere al paziente di respirare nuovamente. Questi tipi di interventi si realizzano esclusivamente presso due centri in Italia, a Bologna e a Pavia.

E invece, presso il Policlinico Federico II, questa tecnica ha salvato la vita a un uomo di 45 anni, istruttore di tennis, che ha avuto un malore durante uno dei consueti allenamenti. 

Diagnosticata un’embolia polmonare massiva subacuta con coinvolgimento delle due arterie polmonari prossimali e con un quadro clinico di progressiva instabilità emodinamica, il paziente è stato prima ricoverato nel reparto di cardiologia guidato dal prof. Pasquale Perrone Filardi e, successivamente, operato dall’equipe guidata dal prof. Emanuele Pilato, direttore dell’unità di cardiochirurgia.

Il primario ha deciso di effettuare un’embolectomia delle arterie polmonari ovvero un’estrazione chirurgica dei trombi che occludono le arterie polmonari, in parziale ibernazione, cioè ad una temperatura corporea di 18 gradi centigradi.

Il prof. Pilato ha appreso la tecnica nel 2004 a Vienna, dal prof. Walter Kepletko, noto chirurgo toracico europeo per aver trapiantato di polmone il pilota di Formula1 Niki Lauda. La tecnica è stata prima implementata e perfezionata dallo stesso Pilato a Bologna, poi approdata oggi a Napoli.

L’intervento è durato circa nove ore ed è stato condotto in maniera ottimale, tanto che il paziente, dopo un buon decorso postoperatorio, è stato dimesso. Dopo un periodo di riabilitazione, potrà riprendere le sue abitudini quotidiane”, conclude il prof. Perrone Filardi.