Emergenza pronto soccorso: A Napoli proposta la chiusura di notte

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Emergenza Pronto Soccorso: A Napoli è stato proposto di chiudere di notte. Durante il periodo estivo nei 250 Dea, dipartimenti di emergenza e accettazione, di primo e secondo livello è allarme per la mancanza di personale medico. 

Emergenza Pronto Soccorso: Durante il periodo estivo nei 250 Dea, dipartimenti di emergenza e accettazione, di primo e secondo livello è allarme per la mancanza di personale medico. 

E’ emergenza pronto soccorso nel periodo estivo. A Napoli, per carenza di medici c’è la proposta di chiudere il pronto soccorso di notte, come anche a Bologna ed in altre città italiane. Dicono – una proposta per il periodo estivo per garantire la qualità del servizio dovuto.

Emergenza Pronto Soccorso: A Napoli è stato proposto di chiudere di notte. Durante il periodo estivo nei 250 Dea, dipartimenti di emergenza e accettazione, di primo e secondo livello è allarme per la mancanza di personale medico. Con l’estate se ne sentono di tutti i colori. S’impone l’esigenza per il personale sanitario e sociosanitario di smaltire ferie. Forse si apriranno nuovi concorsi ma esistono anche i trasferimenti, ma tutto va a rilento a causa dei problemi di organico. Passano gli anni, i concorsi slittano ed i giovani invecchiano, si fa prima a veder sparire specialisti da un reparto, a partire da alcune fasce orarie.

In Italia si registra un 20-30% in meno di personale medico presente nelle strutture. ospedaliere. Una situazione derivata dai piani ferie e dal fatto che in alcune regioni ci sono carenze croniche di personale nei pronto soccorso. E’ la fotografia scattata da Sandro Petrolati, coordinatore della Commissione emergenza Anaao-Assomed.

E’ un dato che emerge dopo un confronto con alcune realtà del territorio, dal Nord al Sud, confermato anche dal presidente della Società italiana della medicina di emergenza-urgenza (Simeu) – aggiunge Petrolati. – Ormai da qualche anno nel periodo dal 15 giugno al 15 settembre c’è carenza di personale medico, con conseguenze molte negative sul servizio.

Non basta sostituire questi operatori con contratti atipici o a gettone, queste sono soluzioni non auspicabili per tamponare criticità nell’emergenza-urgenza.-
Il pericolo è che il caldo, il sovraffollamento dei pronto soccorso, la chiusura di alcuni reparti e il rinvio di molti interventi in autunno già annunciate da diverse Asl per carenza di personale, possano creare una situazione di tensione dei malati e di conseguenza, aggressioni al personale sanitario.

Emergenza Pronto Soccorso: A Napoli è stato proposto di chiudere di notte. Durante il periodo estivo nei 250 Dea, dipartimenti di emergenza e accettazione, di primo e secondo livello è allarme per la mancanza di personale medico. 

In estate vengono al pettine alcuni nodi – elenca Petrolati – il nervosismo delle attese, l’eco mediatica di casi di malasanità e una aggressività sociale sempre più diffusa in molte realtà. In mezzo c’è il medico, senza nessuna difesa, che si ritrova alcune volte a fronteggiare persone esasperate. C’è la sensazione che più passano gli anni, più il problema aumenta”. – I motivi sono molteplici come la riduzione dei posti letto nei reparti, il blocco del turnover e alla mancanza strutturale di medici perché i colleghi vanno in pensione. Roma, Milano, Palermo, Napoli non si svuotano più ad agosto, e il Dea rimane l’unico presidio sanitario aperto.

Con l’aumento dei pazienti anziani e cronici, il pronto soccorso diventa come i supermercati dove in estate l’anziano, lasciato solo da chi lo accudisce durante l’anno, cerca refrigerio e compagnia. Quello che fa esplodere l’ospedale è la sua trasformazione in un luogo di ricovero, dove curare il paziente sulla barella, mentre dovrebbe andare invece in reparto. Non è quindi la pressione dovuta alla bassa intensità, come quella dei codici bianchi a creare difficoltà, ma la pressione di chi ha bisogno di un ricovero e non possono averlo perché non ci sono i posti letto nel reparto.

Secondo Petrolati ci sono altri fronti aperti.    “La medicina d’urgenza soffre di un problema: è una specializzazione giovanissima e ci sono pochi giovani usciti dalla scuole. Quelli che già lavorano sono una goccia nel mare. Così nei pronto soccorso ci sono medici che arrivano da altri reparti, Chirurgia o Medicina“.

Un argomento caro anche alla Simeu, che da sempre si batte per incrementare la formazione dei medici di questa specialità, chiedendo ai Ministeri competenti e alle Regioni di implementare le borse di studio della specializzazione in Medicina di emergenza-urgenza. Come sarebbe opportuno un allargamento anche delle specialistiche equipollenti e la creazione di percorsi di formazione-lavoro, ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato nei casi di urgenza o carenza di personale.

Così anche al Nord. – Emergenza nei reparti di pronto soccorso – si legge dai giornali di dicembre 2017 ed i medici danno l’allarme. Sembra che anche durante le feste natalizie, come tutti gli anni, c’è l’affanno del sistema emergenza, contestualmente al lungo ponte di festività per i medici di medicina generale. Ed ogni volta il sistema comincia a dimostrare alcune falle ogni volta che si evidenzia un iperafflusso o influenzale o malesseri legati a patologie o al troppo caldo.

Ma tutto questo può essere contenuto solo se il personale ospedaliero medico, infermieristico e deputato all’assistenza alla persona è adeguato e se i reparti riescono a rispondere. I Medici chiedono continuamente aiuto ad un Sistema Sanitario perché a lungo andare il rischio è la carenza nell’assistenza alla popolazione con lunghe attese per una visita o ricovero o dimissioni frettolose. Alcuni lamentano troppi pazienti e medici in ferie ed a causa degli organici ridotti per le festività, con il risultato che a luglio, il pronto soccorso va al collasso.

Secondo altri, i codici verdi e bianchi dovrebbero cercare risposte nelle strutture territoriali e l’ospedale invece deve concentrarsi sulle problematiche gravi. Invece i cittadini in molte città puntualmente continuano a presentarsi in ospedale ed in questo modo il sistema si ingolfa e prima di arrivare a una visita possono passare delle ore. E la situazione così diventa ancora più critica in estate, quando i medici vanno in vacanza e la carenza di personale si fa sentire ancora di più.

Occorrerebbe una pianificazione più equilibrata ed accurata di tutte le situazioni e le esigenze del personale, la stabilizzazione dei contratti da parte di medici ed infermieri, trasformazione del rapporto di lavoro dei precari, smaltimento dei pensionamenti ed un ricambio della mobilità lavorativa e tanto altro, assumere in tempo soluzioni diverse e alternative, così da evitare di creare situazioni drammatiche ed insostenibili

Il cittadino comunque è stanco ed ogni giorno scopre quanto sia duro battersi per ottenere i diritti più elementari. Basta passare una giornata ad un pronto soccorso sul territorio nazionale per rendersi conto di quanto sia logorante l’attesa di chi attende una visita o un esame per essere rassicurati sulle proprie condizioni di salute, nonostante la professionalità e la grande abnegazione del personale medico e sanitario, fiaccato dalla carenza di organico e da tagli che non danno tregua.