Berlusconi annuncia il candidato premier: è Antonio Tajani

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Berlusconi annuncia il candidato premier: è Antonio Tajani

Antonio Tajani: Silvio Berlusconi ha ufficializzato il nome dell’attuale presidente del Parlamento Europeo come candidato premier della coalizione di centrodestra.

La notizia era nell’aria da tempo ma solo ieri sera è arrivata l’ufficialità: Antonio Tajani sarà il candidato premier della coalizione di centrodestra. Il nome dell’attuale presidente del Parlamento Europeo è stato svelato da Silvio Berlusconi, intervenuto alla trasmissione di Canale 5 “Matrix”: “Sono lieto di poter annunciare una buona notizia –ha dichiarato l’ex premier- L’attuale presidente del Parlamento Europeo ha finalmente sciolto la riserva e ha dato la disponibilità a guidare il prossimo governo di centrodestra. Ho parlato con lui –prosegue Berlusconi- e mi ha detto che dopo il mio annuncio anche lui farà una dichiarazione ufficiale per dire che ha deciso di essere il nostro candidato”.Elezioni 2018, Silvio Berlusconi il 23 febbraio a Napoli E la dichiarazione ufficiale di Tajani (che lascerà l’incarico al Parlamento Europeo in caso di vittoria del centrodestra) arriva direttamente da Twitter: “Ringrazio Berlusconi per la stima –scrive Tajani- Ho dato a lui la disponibilità a servire l’Italia. Ora ogni ulteriore decisione spetta ai cittadini e al presidente della Repubblica”. Antonio Tajani è legatissimo a Berlusconi, visto che è stato tra i fondatori di Forza Italia nel 1994, oltre che coordinatore regionale del partito nel Lazio dal 1994 al 2005. Si tratta di un annuncio atteso nella coalizione di centrodestra, dove da settimane gli alleati (in primis Matteo Salvini e Giorgia Meloni) stavano sollecitando Berlusconi a fare chiarezza sul nome del candidato premier. La candidatura di Tajani servirà soprattutto a rassicurare le cancellerie europee. Il suo nome potrebbe però essere importante anche in chiave interna, alla luce della sua capacità di tessere rapporti con gli altri partiti. Una capacità molto preziosa, specialmente se si tratterà di allargare i confini della maggioranza dopo la tornata elettorale del 4 marzo. Eventualità tutt’altro che da scartare.