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La scultura di Domenico Sepe dal 16 settembre a Villa Doria d’Angri

Sarà inaugurata mercoledì 16 settembre, alle ore 17.30, negli spazi monumentali di Villa Doria d’Angri, sede dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, la mostra personale “Mito, Forma, Rivelazione” di Domenico Sepe, a cura di Ferdinando Sorrentino.

L’esposizione nasce dal desiderio di raccontare il percorso di ricerca di uno scultore e docente profondamente legato alla tradizione plastica, ma costantemente proiettato verso una dimensione contemporanea della forma. Nelle opere di Sepe il mito non appare come semplice memoria del passato: diviene materia viva, racconto, simbolo e possibilità di una nuova interpretazione. Particolarmente significativo sarà il rapporto tra le opere e gli ambienti di Villa Doria d’Angri, luogo dalla forte identità architettonica e storica, chiamato a diventare parte integrante del progetto espositivo.

All’inaugurazione ci sarà il saluto d’apertura del Magnifico Rettore della Parthenope, professore Antonio Garofalo e la presenza della presidente Artur, Maria Luisa Iavarone. Inoltre, il professore Umberto Franzese proporrà un approfondimento sul tema “La bellezza del Bello”, aprendo successivamente un confronto con il pubblico e dando vita a un dibattito sul significato della bellezza nell’arte contemporanea.

Il percorso comprenderà sculture in bronzo e alluminio, materiali privilegiati della ricerca dell’artista, stampe fotografiche delle opere e installazioni site specific, realizzate per instaurare un rapporto diretto con gli spazi e con la memoria della Villa. Durante il periodo espositivo sono inoltre previsti incontri di Domenico Sepe con gli studenti dell’Università, dedicati alla scultura contemporanea, alla conoscenza dei materiali e ai processi creativi, oltre a visite guidate curate dall’artista e dal curatore e momenti di dialogo aperti alla comunità culturale e accademica.

La mostra è promossa dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope e sostenuta da Associazione Culturale Non Me Ne Vado, Biennale Napoli, Dama Daphne Museum Art, Sud Avicola e ARTUR. L’accoglienza degli ospiti sarà accompagnata da un momento conviviale curato da Francesco Morra dell’Antica Panetteria dal 1956, con una selezione di prodotti artigianali pensata come omaggio alla tradizione gastronomica napoletana.

La materia, prima ancora di diventare figura, conserva un mistero. È da questa dimensione primordiale della scultura che sembra prendere avvio il viaggio di Domenico Sepe, artista e docente che nella mostra “Mito, Forma, Rivelazione” affida alla materia il compito di raccontare ciò che il tempo non ha cancellato.Bronzo e alluminio diventano così strumenti di una ricerca nella quale la solidità della tradizione dialoga con una sensibilità contemporanea. Sepe guarda al mito senza imbalsamarlo nella memoria: lo interroga, lo attraversa e lo restituisce attraverso forme capaci di custodire insieme il peso della storia e l’inquietudine del presente.

La scultura di Domenico Sepe dal 16 settembre a Villa Doria d’Angri

La scelta di Villa Doria d’Angri assume, in questo senso, un valore che supera quello della semplice sede espositiva. L’architettura, con la sua stratificazione di storia, cultura e memoria, entra nel racconto delle opere e stabilisce con esse un confronto fatto di proporzioni, materia, luce e spazio. La scultura non occupa semplicemente gli ambienti della Villa, ma ne ascolta la voce, misurandosi con una presenza architettonica che appartiene alla storia di Napoli. Il percorso riunisce sculture in bronzo e alluminio, fotografie delle opere e installazioni concepite appositamente per gli spazi espositivi. Ne nasce un itinerario nel quale la forma diventa soglia: ciò che appare conduce verso ciò che si cela, la materia verso il simbolo, il gesto dell’artista verso una possibile rivelazione.

Ed è proprio la bellezza il tema che accompagnerà l’apertura della mostra attraverso l’intervento del professor Umberto Franzese, chiamato a proporre una riflessione sulla “bellezza del bello” e a coinvolgere il pubblico in un dialogo sul senso dell’esperienza estetica.“Mito, Forma, Rivelazione” diventa dunque non soltanto una mostra di scultura, ma un incontro fra epoche e linguaggi: fra la memoria dell’antico e lo sguardo dell’oggi, fra la materia e l’idea, fra l’opera e l’architettura. Un percorso nel quale Domenico Sepe invita il visitatore a fermarsi davanti alla forma e, attraverso di essa, a cercare qualcosa che appartiene alla parte più profonda e duratura dell’arte: la capacità di trasformare la materia in pensiero e il pensiero in emozione.

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