Pestaggio tra giovanissimi a Caserta: sfregiarono al volto un quindicenne, due minori finiscono in comunità per lesioni gravissime.
Una brutale aggressione avvenuta nel pieno centro di Caserta nel dicembre scorso ha portato all’emissione di provvedimenti restrittivi nei confronti di due giovanissimi del posto. Gli agenti della Polizia di Stato hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Napoli, disponendo il collocamento all’interno di una struttura comunitaria per un quindicenne e un sedicenne.
I due studenti, fino a questo momento incensurati, sono ritenuti i responsabili delle gravissime lesioni fisiche e psicologiche inflitte a un loro coetaneo durante una serata di movida a Caserta.
La ricostruzione dell’aggressione e le indagini d’ufficio
Gli elementi sull’attività investigativa e sulle motivazioni del provvedimento sono stati diffusi dall’agenzia di stampa ANSA. Come riportato dall’ANSA, la violenta aggressione è scoppiata in piazza Margherita, luogo di ritrovo giovanile di Caserta, dove la vittima è stata colpita ripetutamente con pugni e calci, nonché con un tirapugni che gli ha provocato un danno estetico indelebile al volto, verosimilmente per gelosia legata a una ragazza.
Nonostante la famiglia del ferito avesse initially rinunciato a sporgere formale denuncia a causa del forte stato di shock e del terrore nutrito dal figlio, la Squadra Mobile ha scelto di procedere d’ufficio per l’ipotesi di reato di lesioni gravissime, raccogliendo le testimonianze di diversi ragazzi presenti al pestaggio.
Gli accertamenti medico-legali e il provvedimento
I successivi esami clinici richiesti dalla Magistratura minorile hanno confermato la permanente e profonda alterazione dei tratti somatici del volto del quindicenne. Di fronte all’evidenza dei riscontri medici e alle responsabilità emerse nel corso degli accertamenti condotti a Caserta, la Procura ha sollecitato la misura restrittiva. Al momento della notifica dell’ordinanza e del successivo accompagnamento in comunità da parte dei poliziotti, i due giovani indagati si sono lasciati andare al pianto, prendendo coscienza della gravità delle proprie azioni e delle ripercussioni sul loro percorso futuro.
