Marzio Honorato, dal teatro di Eduardo De Filippo alla soap di “Un posto al sole”

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Marzio Honorato, dal teatro di Eduardo De Filippo alla soap di

Un Posto al Sole, la soap napoletana animata dalla presenza di alcuni attori storici che provengono dal teatro di Eduardo De Filippo. Scopriamoli insieme!

Sono ormai 23 anni circa che la “SOAP” napoletana più famosa e longeva della nostra Tv, tiene incollati all’ora di cena milioni di italiani che seguono con grande interesse questa fortunata serie televisiva del centro di produzione Rai di Napoli che, con una punta di orgoglio rappresenta senza dubbio uno degli aspetti positivi della nostra città.

Naturalmente sto parlando di “Un posto al Sole”, che nel corso delle ventitré stagioni, ha conquistato l’affetto di un pubblico sempre maggiore, attraverso le complesse e divertenti (ma non sempre) vicende degli inquilini di Palazzo Palladini, situato nella collina più bella di Napoli, quella di Posillipo.

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Il format, semplice ma efficace, è una finestra sui mille volti di Napoli, animata dalla presenza di numerosi e bravi attori che però, mi accorgo, non tutti conoscono così bene come meriterebbero, visto che alcuni di essi provengono addirittura dal teatro di Eduardo De Filippo.

Spesso, infatti, mi è capitato di sentire esclamare, soprattutto tra i giovani espressioni del tipo: “… guarda, c’è quello di un posto al sole”, rivolta magari proprio all’attore più famoso che ha maturato una carriera artistica invidiabile, senza nemmeno conoscere addirittura il nome.

Marzio Honorato, Un Posto al Sole

E mi riferisco, ad esempio, al bravo e maturo Marzio Honorato, uno dei protagonisti di “Un posto al sole”, attore di estrazione teatrale tipicamente partenopea che debuttò proprio nella compagnia di Eduardo De Filippo, comparendo all’inizio della celebre e amara commedia in tre atti “Il Sindaco del Rione Sanità”, accanto ad un altro giovanissimo attore pressoché sconosciuto, Vincenzo Salemme, nella riduzione televisiva del 1979, interpretata dallo stesso Eduardo.Marzio Honorato, dal teatro di Eduardo De Filippo alla soap di "Un posto al sole"

E come si può dimenticare il ruolo ambiguo e “pericoloso” in “Natale in casa Cupiello” nella parte di Vittorio Elia, l’improbabile amico di Tommasino Cupiello (detto Nennillo), milanese di nascita, borghese e distinto giovane  che diventa l’amante della figlia Ninuccia (una grande Lina Sastri nella versione televisiva del 1977), che con un matrimonio di convenienza, favorito dai genitori, sposa senza amore il ricco commerciante di bottoni, interpretato da Luigi Uzzo.

Mi piace ancora ricordare che Honorato ha lavorato anche in celebri ed indimenticabili film come “Mi manda Picone” di Nanny Loy (1984) nel ruolo di Micione, ne “Il camorrista” di Giuseppe Tornatore, in cui interpreta il sindaco Lo Russo, fino alla sua interpretazione da protagonista in “Una donna allo specchio” (1984) di P. Quaregna, accanto da una disinibita e sensuale Stefania Sandrelli, con la celebre colonna sonora di Gino Paoli e della sua canzone “Una lunga storia d’amore”.

Marzio Honorato, dal teatro di Eduardo De Filippo alla soap di "Un posto al sole"

Tuttavia, è stata la lunga soap opera Un posto al sole (1997 – 2019), alla cui direzione si sono avvicendati vari registi, che gli ha procurato una vasta popolarità, rilanciandolo nel mondo dello spettacolo.

Un paradosso che ha rilanciato Marzio Honorato negli anni della maturità, con interpretazioni piuttosto semplici, ma efficaci, senza dimenticare gli importanti ruoli di attore, che seppur difficili e impegnativi, non gli avevano mai dato tanta popolarità.