A Pompei alla “Caupona” tra antichi piatti e pliniane atmosfere

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A Pompei alla “Caupona” tra antichi piatti e pliniane atmosfere

A Pompei la tavola si trasforma in una macchina del tempo. Alla “Caupona” tra antichi piatti e pliniane atmosfere.

di Giuseppe Giorgio – Millenarie emozioni a Pompei dove nell’affascinante “Caupona” (nome latino che significa Osteria) nata dall’idea dell’appassionato di cucina, studioso e ristoratore, Francesco Di Martino, è possibile rivivere le stesse atmosfere e sensazioni di una locanda dell’Antica Roma.

Definito come un ristorante “archeo-esperienziale”, dove ad essere evocate sono le descrizioni di Plinio il Giovane, il locale interamente ispirato all’antica città romana distrutta dal Vesuvio nel 79 dc, è capace di proiettare il visitatore ed il buongusstaio in una dimensione fatta di sensazioni ed antichi sapori.

A Pompei alla “Caupona” tra antichi piatti e pliniane atmosfere

Accompagnando il commensale in un’appassionante full immersion negli usi e nei costumi dell’Antica Pompei, la “Caupona” situata a pochi passi dai famosi scavi archeologici, offre ai clienti una ben studiata riproduzione delle bevande e dei cibi di duemila anni fa.

Il tutto nel pieno rispetto dell’autorevole “De Re Coquinaria”, ossia della famosa raccolta di ricette di cucina romana del cuoco gastronomo, Marco Gavio Apicio vissuto ai tempi di Tiberio.

Con un servizio accattivante e preciso seguito dal maître Bali Efrem, con le tavole spartane imbandite con anfore, piatti e bicchieri di terracotta, proprio come avveniva a Pompei prima della terribile eruzione ed ancora con l’ausilio del personale di sala in costumi d’epoca, all’interno della “Caupona” il tempo sembra essersi fermato.

A Pompei alla “Caupona” tra antichi piatti e pliniane atmosfere

Una volta indossate le tipiche tuniche romane in auge ai tempi dell’imperatore Tito, accompagnati da un delicato sottofondo di musica eseguita con la Cetra si è pronti a partire per un emozionante viaggio nel passato.

Avvolti dalle pareti che riproducono gli stessi affreschi degli antichi locali romani dedicati al cibo, nella costruzione su di un solo livello scaturita dalla ristrutturazione di un antico casale di via Masseria Curato, a prendere forma è un’esperienza animata dalle stesse sensazioni di vita della leggendaria città alle falde del Vesuvio.

Ed alla “Caupona”, le sorprese continuano anche con il giardino che si ispira per toni ed architettura a quello di una domus, con tanto di fontana circondata da piante di cipresso, di viti, rosmarino ed agrumi.

Con l’accattivante esposizione di prezziari (in assi e sesterzi), graffiti e scritte pubblicitarie fedeli a quelle dell’osteria pompeiana di Lucio Vetuzio Placido situata in via dell’Abbondanza, il magico ritrovo si avvale dell’opera dei valenti “copisti” dell’antica Pompei, Rosario Lamberti e Rosario Esposito.

Con le proposte culinarie curate dallo chef Giovanni Elefante e legate alle abitudini dell’antica Roma, con qualche piatto più tradizionale e con una serie di bontà capaci di unire insieme i prodotti locali con un pizzico di modernità, nel locale guidato dal patron Francesco tutto ha il sapore del mito.

Tant’è che parlando dei vini, è davvero emozionante gustare nella creta i famosi Pomepianorum, Fralernum, ed il “Mulsum”, l’aromatico vino degli antichi, a base di spezie zenzero e miele, così tanto diffuso nella Pompei romana.

Attestandosi come un luogo capace di catturare, oltre che il palato, l’anima del visitatore, la “Caupona” si trasforma in una singolare opportunità di piacere culinario intriso di storia e cultura.

Nel segno della conoscenza degli usi, dei costumi antichi e dei gusti del territorio, nel locale, quella stessa Pompei di due millenni fa sembra miracolosamnete liberarsi dalle ceneri che fuoriosamente la ricoprirono per tornare a vivere all’insegna di una nuova realtà fatta di percezioni sensoriali, suggestioni e bontà.