Di Maio: “8 ore di lavoro gratuito per il reddito di cittadinanza”

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Luigi Di Maio al congresso Uil: “Reddito di cittadinanza in cambio di 8 ore di lavoro di pubblica utilità”.

Il ministro di Lavoro e Sviluppo economico, Luigi Di Maio, è tornato a parlare del reddito di cittadinanza. Lo ha fatto al congresso Uil, dove ha spiegato le possibili modalità per accedere al sussidio: “L’obiettivo -ha dichiarato Di Maio dal palco del congresso della sigla sindacale- non è dare soldi a qualcuno per starsene sul divano ma per dire con franchezza: tu hai perso il lavoro e ora devi seguire un percorso per formarti ed essere reinserito nel mondo del lavoro. Ma siccome hai figli mentre ti formi io ti do un reddito e in cambio tu dai al tuo sindaco 8 ore di lavoro gratuito di pubblica utilità”.

Su quello che è stato uno dei capisaldi della campagna elettorale del M5S, Di Maio ribadisce inoltre che il Governo intende andare avanti senza tentennamenti. “Io nel reddito di cittadinanza ci credo e non arretreremo. Ci metteremo insieme con le forze politiche e anche quelle sociali che vorranno condividerlo per realizzarlo senza abiure”.

Di Maio sulle parole di Macron: “La vera lebbra è l’ipocrisia europea”

Il ministro ha poi risposto senza giri di parole alle durissime parole del premier francese Emmanuel Macron, che ieri aveva definito la crescita dei populisti in Europa come una lebbra:Elezioni 2018. M5S trionfa al Sud ma non c'è maggioranza. Ecco i datiLa vera lebbra -ha detto Di Maio dal palco dell’Eur- è l’ipocrisia europea. Ed è l’ipocrisia di alcuni Stati che respingono gli immigrati a Ventimiglia e poi fanno la morale a noi su come gestirli“. Quella del presidente francese è un’uscita “sicuramente infelice“, ha tuonato Di Maio, “stiamo assistendo a cose inedite a livello internazionale e soprattutto europeo, comportamenti anche scomposti da parte di Capi di Stato, del Presidente della Repubblica francese, che prima ha parlato di rapporti di buon vicinato quando i governi italiani stavano zitti e adesso attacca a fasi alterne, un giorno dice che non vuole offendere l’Italia e un giorno parla di lebbra“.

Le polemiche insomma non sono affatto terminate, in attesa del vertice informale che si terrà domenica prossima a Bruxelles (cui parteciperanno, oltre a Italia e Francia, anche Spagna, Germania, Austria, Malta, Grecia, Bulgaria, Olanda e Belgio) e, soprattutto, del prossimo Consiglio europeo, quando il premier Giuseppe Conte presenterà all’Ue il piano del Governo sui migranti.