Addio a Luciano De Crescenzo. Funerali a Napoli. Due giorni di lutto cittadino

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Addio a Luciano De Crescenzo. Funerali a Napoli. Due giorni di lutto cittadino

Profondo cordoglio e lutto cittadino a Napoli, per la scomparsa di Luciano De Crescenzo. Ha raccontato una Napoli d’altri tempi, sempre con toni garbati e scherzosi. 

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali di Luciano De Crescenzo, disponendo che sugli edifici pubblici le bandiere siano poste a mezz’asta. La triste notizia della scomparsa di Luciano De Crescenzo è stata trasmessa da tutti i media nazionali. La Rai ha cambiato velocemente il suo palinsesto dedicando spazi nelle trasmissioni e nei TG raccontando la vita del grande filosofo napoletano e inserendo la visione dei suoi film più famosi .

Addio a Luciano De Crescenzo. Funerali a Napoli. Due giorni di lutto cittadino

I funerali

La camera ardente è stata allestita a Roma, al Campidoglio, sarà aperta venerdì 19 luglio dalle ore 10 alle ore 20 alla Sala della Protomoteca. Il fatto che fosse amatissimo nella ‘sua’ Napoli fa dedurre che molto probabilmente i funerali avranno luogo in città.  La morte di Luciano avviene due giorni dopo quella di un altro grande della letteratura italiana, Andrea Camilleri.

Il noto scrittore, regista, attore e filosofo napoletano ci ha lasciato quest’oggi dopo una complicata polmonite, spegnendosi serenamente a Roma, dove era ricoverato da alcuni giorni, seguito e assistito fino alla fine dai suoi cari.

Biografia

Nato a Napoli il 20 agosto 1928, nel borgo di Santa Lucia, lo stesso luogo che diede i natali anche a Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, con il quale era molto amico visto che ne aveva condiviso gli anni felici dell’adolescenza, si laureò in ingegneria e per molti anni lavorò presso l’IBM Italia, dove raggiunse il livello di dirigente nella sede romana.

Paradossalmente però, questo è forse l’aspetto meno noto della sua carriera lavorativa, perché la sua forte passione, prima per la filosofia e poi per il cinema, lo aveva proiettato verso interessi completamente diversi, a tal punto da maturare la decisione di lasciare l’IBM e dedicarsi esclusivamente alla carriera artistica.

Addio a Luciano De Crescenzo. Funerali a Napoli. Due giorni di lutto cittadino

Da questo momento in poi, la sua “seconda” fortunata vita, gli ha permesso di dedicarsi con successo e soprattutto con notorietà, a quello che più di tutti gli piaceva fare.

In primis, lo scrittore, una passione che da sempre animava la sua vita, facendogli raggiungere un successo editoriale, che forse nemmeno lui si aspettava. Con la pubblicazione del suo primo libro “Così parlò Bellavista” del 1977 edito da Mondadori, e riccamente illustrato da fotografie scattate dalla stesso De Crescenzo – altra sua grande passione – ottenne un successo editoriale davvero inaspettato e la tutta la sua “filosofia” partenopea, senza luoghi comuni, è contenuta e descritta molto chiaramente, proprio in questo libro.

Successivamente, Luciano De Crescenzo è diventato un autore molto prolifico e di successo internazionale, pubblicando circa una cinquantina di libri prevalentemente di filosofia, vendendo più di 18 milioni di copie nel mondo, visto che le sue opere sono state anche tradotte in ben 19 lingue e diffuse in oltre 25 paesi.

Senza dubbio, il nome di De Crescenzo è indissolubilmente legato alla trasposizione cinematografica del suo libro “Così parlò Bellavista”, del 1984, nel quale oltre ad essere attore è anche regista e naturalmente autore.

Un film corale e indimenticabile, un ritratto garbato e semplice di una Napoli che non esiste più, con un grande cast di attori da Renato Scarpa, l’innominabile Cazzaniga, a Benedetto Casillo, vice-aiuto portiere, da Luigi Uzzo, grande attore eduadiano, a Marina Confalone, recentemente premiata ai Nastri d’Argento 2019.

Il grande successo del film, indusse De Crescenzo a girarne anche il sequel l’anno successivo, con il titolo “Il mistero di Bellavista”, e poi nel 1988 il terzo film ad episodi “32 Dicembre” con un grande Enzo Cannavale.

Non si può parlare di Luciano De Crescenzo, senza citare i suoi due più grandi amici, Marisa Laurito e Renzo Arbore, le cui collaborazioni sui set cinematografici, sono noti a tutti e in particolare per “l’irriverente” ma garbato “FF.SS” – Cioè: …che mi hai portato a fare sopra Posillipo se non mi vuoi più bene?”.

Titolo tratto da una celeberrima e straziante canzone classica napoletana: “L’Addio”. Recentemente, proprio per festeggiare i suoi 90 anni, al Teatro San Carlo debuttò la trasposizione teatrale del suo primo film “Così parlò Bellavista”, un progetto fortemente voluto da Benedetto Casillo e accolto dalla sensibilità artistica del grande Geppy Gleijeses, attore e regista, con la partecipazione di Marisa Laurito.

Oggi, tutti questi grandi attori purtroppo piangono un uomo mite, intelligente, ironico e garbato, che con la sua arte ha raccontato una Napoli diversa, una Napoli ricca di speranze, per la quale ci ha insegnato, almeno per noi napoletani, di essere fieri e orgogliosi di essere nati e di vivere nella città più bella del mondo, nonostante i difetti, le paure e le contraddizioni che ogni grande città lamenta.

Dopo Camilleri, un’altra grande perdita per la cultura, e per quel raro patrimonio di viva umanità, fatta di sussurri, di garbate discussioni e di pacate polemiche, in una società malata e contaminata dalla prevaricazione, dalla volgarità e dall’intolleranza. Ecco, al di là dei loro meriti artistici e culturali, ci hanno insegnato anche questo.