Violenza sulle donne: Ecco i dati di un fenomeno in crescita

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Violenza sulle donne: un fenomeno sempre in crescita e ancora molto sommerso. Ogni 12 secondi in Italia, una donna è colpita da atti di violenza fisica, verbale e psicologica.

di Chantal Collaro – Un giorno su due, una donna viene uccisa dall’uomo che dichiarava di amarla. Dei dati aggancianti che rivelano purtroppo il ruolo concesso alle donne nella nostra società detta “avanzata” e la forte propensione a ridurne sistematicamente i propri diritti rispetto a quelli degli uomini. Le forme di violenza sulle donne possono essere di vari tipi: oltre a quella sessuale e domestica a cui si pensa immediatamente quando si affronta questo argomento, esiste anche quella psicologica, la più subdole, come quella economica, culturale e lavorativa. violenza sulle donneQueste tre ultime sono più difficili da smascherare e quantificare essendo legittimate e giustificate da un pensiero atavico che riconosce, ancora oggi, alla donna un ruolo subordinato nei diversi compiti della società. Secondo l’Istat e il Ministero dell’Interno, nel 2014, sono state 6 milioni 788 mila le donne vittime  di violenza fisica o sessuale. Dato che rappresenta solamente una parte della realtà visto che la violenza domestica è un reato che sull’intero territorio viene denunciato solo nel 10% dei casi. La violenza sulle donne può ulteriormente degenerare con dei comportamenti estremi come lo stalking e il femminicidio, la morte della vittima. Sempre secondo l’Istat, sono 2 milioni e 151 mila le donne che nell’arco della vita hanno subito dei comportamenti persecutori di un ex marito, fidanzato o compagno. 8 su 10 di loro, non si è rivolta ad alcuna istituzione e non ha neanche avuto la forza di denunciare i fatti presso le forze dell’ordine. Nello caso specifico del femminicidio, negli ultimi 5 anni, sono stati registrati in Italia, 774 casi una media di circa 150 all’anno. Da gennaio 2017 all’omicidio di Ester Pasqualoni, l’oncologa di 53 anni, avvenuto nel Teramo il 20 giugno scorso, il numero delle donne uccise sul nostro territorio nazionale è ormai salito a 60. Nonostante l’interesse mediatico che hanno suscitato a livello nazionale questi drammi, la violenza sulle donne fa purtroppo sempre notizia.violenza sulle donne Le trasmissioni televisive come “Amore Criminale”, diffusa su RaiTre, le varie iniziative in diverse città italiane per sensibilizzare la gente come le vetrine dei negozi della città di Latina, nel Lazio, che hanno durante tutto un weekend esibito il nome delle donne vittime di femminicidio. Oppure i diversi bandi emessi dalle regioni italiane, di cui la regione Campania, per contrastare il fenomeno, sono importanti per il loro impatto educativo ma soprattutto di prevenzione. Il loro scopo è di incoraggiare le donne a denunciare ciò che subiscono dentro o al di fuori delle mura domestiche. Purtroppo, queste iniziative non sono sufficienti per contrastare una mentalità maschilista che tenta in tutti i modi di sminuire l’identità stessa della donna reprimendo la sua indipendenza e libertà di scelta. Una soluzione, oltre ovviamente alla legge che deve essere in questi casi intransigente ed esemplare, è sicuramente, di là da della risposta educativa, l’aspetto culturale. Certi concetti della tradizione del nostro paese, come la sottomissione della donna all’uomo nell’ambito domestico, sono superati e decaduti proprio grazie alla nostra società di consumismo visto che la donna svolge anche lei oggi, un ruolo rilevante nel reddito familiare. Inoltre, bisogna riacquistare il vero senso della parola “amare” che non è il sinonimo della possessività ma proprio, il diritto di crescere insieme o non, facendo ognuno le proprie scelte.

E purtroppo, anche in questi casi di violenza, l’esempio è fondamentale. Lo psicoterapeuta Fabrizio Fantoni ha infatti dichiarato nella rivista Famiglia Cristiana: “Un terreno di coltura della futura violenza è quello in cui in famiglia si assiste a violenza psicologica dell’uomo verso la donna, a situazioni in cui il valore della moglie viene negato”.