Uragano Ophelia: sull’Italia torna il caldo di oltre 30 gradi

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L’uragano Ophelia spingerà su l’Europa masse d’aria caldissime. E’ confermato che sull’Italia avremo picchi di oltre +30/+31°C.

L’uragano Ophelia arriverà domani sulla Gran Bretagna provocando venti impetuosi, ma non dovrebbe determinare particolari fenomeni di maltempo sulla terraferma in Europa. Causerà, invece, uno scenario climaticamente catastrofico per gran parte del Continente (Italia compresa), perché l’Anticiclone delle Azzorre slitterà verso est e si posizionerà a lungo nel cuore dell’Europa e del Mediterraneo (proprio intorno all’Italia) con livelli di alta pressione fino a 1030hPa, come se fossimo in piena estate, e persisterà in questa situazione per una decina di giorni.uragano ophelia Dieci giorni in cui non cadrà una goccia d’acqua su molti Paesi e in tutto il territorio italiano, già a secco dall’inizio del mese nelle Regioni centro/settentrionali. “Ophelia“, quindi, scalzando l’Anticiclone dalla propria casa (le Azzorre), lo spingerà nel cuore d’Europa determinando un lungo periodo di caldo anomalo e siccità.

Oltre alla siccità, preoccupa infatti pure il caldo: l’uragano Ophelia spingerà su tutt’Europa masse d’aria caldissime. E’ confermato che sull’Italia avremo picchi di oltre +30/+31°C soprattutto al Centro/Nord tra il weekend e l’inizio della prossima settimana, ma fanno paura le mappe per l’Europa centro/settentrionale perché c’è il rischio che persino Londra, Parigi, Bruxelles e Amsterdam arrivino a +30°C tra domenica e lunedì, e che altre grandi capitali nordiche come Berlino, Copenaghen, Stoccolma e Varsavia arrivino nei primi giorni della prossima settimana ad oltre +25°C, eventualità senza precedenti per la seconda metà del mese di Ottobre. Tra le altre principali città europee, Vienna, Praga e Budapest arriveranno a lambire i +30°C come le città italiane centro/settentrionali. Tornerà, insomma, l’estate in tutt’Europa, con picchi di +35°C in Spagna: un’evoluzione apparentemente piacevole per gli amanti del clima mite e del bel tempo, ma con ripercussioni catastrofiche sul normale decorso delle stagioni climatiche. E’ uno scenario drammatico per l’area Euro-Mediterranea, un’apocalisse silenziosa che pagheremo a caro prezzo non solo per il disastro nell’agricoltura, ma anche per l’approvvigionamento idrico, il rischio di incendi e le conseguenti ripercussioni che si innescheranno a catena con l’arrivo delle forti piogge autunnali, come già accaduto a Settembre con gli 8 morti di Livorno e altri eventi drammatici in varie zone del Paese.

Uragano in Europa, ma cosa sta succedendo?

In base al database della NOAA, dal 1851 ad oggi solamente 11 uragani hanno interessato le Isole Azzorre, quasi tutte tra agosto e settembre, fatta eccezione per l’uragano fuori stagione Alex, che colpì le Isole nel gennaio 2016 ma declassato a tempesta tropicale.uragano Per quanto riguarda Irlanda e Gran Bretagna, accade periodicamente che ex uragani raggiungano questi Stati come cicloni extra-tropicali ma con la classica traiettoria che dall’Atlantico tropicale si avvicina verso gli USA, per poi ripiegare sul Nord Atlantico: tra i casi eclatanti di questo tipo ricordiamo la tempesta Bill che colpì l’Irlanda nell’agosto 2009, Alberto e Gordon nel 2006 con interessamento anche della Scozia. Ma per un precedente con traiettoria insolita simile a quello di Ophelia bisogna tornare indietro nel settembre 1961, quando l’uragano Debbie dopo aver colpito le Azzorre raggiunse l’Irlanda come tempesta tropicale il giorno 16, causando condizioni di severo maltempo: le raffiche di vento raggiunsero valori registrati fino a 170-180km/h, le coste furono devastate da violente mareggiate. Ci furono ben 12 vittime e 50 feriti. Da segnalare infine il caso dell’uragano Vince, che nell’ottobre del 2005 dall’Atlantico tropicale si diresse verso la Spagna, raggiungendola ma declassata come depressione.