Il Ravello Festival chiude con il fenomeno “Teodor Currentzis”

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A Ravello il fenomeno “Teodor Currentzis esegue l’ultimo concerto con il Requiem di Mozart, capolavoro incompiuto del giovane salisburghese. 

 di Carlo FarinaIn un’atmosfera di mistica e suggestiva emozione, è terminato il Ravello Festival 2017, con l’ultimo concerto del 30 agosto, che ha proposto per l’occasione un programma interamente dedicato alla musica sacra. Immersi nel buio di un religioso silenzio, il numeroso pubblico, presente all’evento, ha seguito con grande attenzione le prime seducenti fasi dell’ingresso del coro. currentzis ravelloAll’improvviso, dai giardini di Villa Rufolo le inquietanti figure dei cantanti illuminati dalla luce di una fioca candela, hanno guadagnato il palco, accompagnandosi da un canto a cappella, simile a una malinconica litania. Dopo essersi disposti in maniera circolare sul palcoscenico, hanno lasciato che le sole candele, sistemate ai loro piedi, illuminassero la fredda scena, e il concerto è finalmente iniziato con i coristi e i musicisti (nella seconda parte) della MusicaAeterna. Si tratta della prestigiosa compagine orchestrale e corale, fondata nel profondo gelo siberiano della città di Novosibirsk, nel 2004 e guidata dal bravo e carismatico direttore greco di nascita e russo di adozione Teodor Currentzis, Direttore Artistico anche del Teatro dell’Opera e Balletto di Perm. La prima parte è stata dedicata a Hildegard von Bingen, Igor Stravinskij, Henry Purcell, Alfred Schnittke, Gyorgy Ligeti e Avro Part, e caratterizzata da un’alternanza inedita di musica antica e contemporanea, come testimoniano i nomi dei compositori citati, con un’interpretazione dei brani scelti, che non hanno lasciato spazio a quella ferrea tradizione a cui Currentzis non si è mai piegato perché il suo maestro Iiya Musin gli “ha insegnato a lasciare sempre uno spazio alla fantasia”. Proprio come è avvenuto nella seconda parte della serata con l’esecuzione del celeberrimo Requiem KV 626 di Mozart. Uno dei più grandi capolavori artistici che ancora oggi è avvolto in un’aurea di mistero, almeno nella storia della musica, e che ha ispirato registi come Milos Forman nel pluripremiato Amadeus, vincitore di ben otto oscar. currentzisCome noi tutti sappiamo, l’ultimo lavoro di Mozart rimase incompiuto a seguito della morte improvvisa del compositore salisburghese che, di certo, riuscì a comporre l’introito Requiem aeternam e il Kirye, le singole sezioni della Sequenza Dies irae fino al commovente Lacrimosa, che è l’ultimo brano a cui Mozart lavorò prima di spirare. Con il coro insolitamente sistemato ai due lati dell’orchestra (tenori e bassi a destra e i soprani e i contralti alla sinistra rispettivamente del direttore) Currentzis ha dato una sua personale e interessante lettura di questa notissima composizione sacra, rompendo gli schemi preesistenti di un lavoro accademico e certosino, e  regalando al numeroso e attento pubblico, una nuova “versione” di questo sublime capolavoro mozartiano.