Bitcoin in calo dopo la decisione di Seul di vietare la criptomoneta

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La Corea del Sud aveva annunciato una legge per vietare gli scambi in criptovalute. Il commercio sudcoreano di bitcoin rappresenta circa il 20% del commercio mondiale della valuta.

Bitcoin, la criptovaluta  è arrivata a cedere oltre il 20%, in calo di oltre mille dollari a quota 13 mila, dopo che la Corea del Sud ha annunciato (e poi negato) una legge per proibire gli scambi di criptomonete sui mercati nazionali. Nelle scorse settimane, i Bitcoin, principale valuta virtuale, erano arrivati a sfiorare i 20 mila dollari a pezzo: il massimo a 19 e 343 dollari è stato fatto registrare il 16 dicembre scorso.

Il governo sudcoreano con l’annuncio di vietare la moneta virtuale ha provocato allarme sul mercato dei Bitcoin e in altri mercati valutari virtuali. Il bitcoin, dopo la rettifica del governo di Seul, ha recuperato parte del terreno perduto. “Se la bolla scoppiasse, avrebbe un effetto devastante”, ha detto ai giornalisti il ministro della Giustizia sudcoreano, Park Sang-Ki, dopo il fallimento di una serie di misure per placare le speculazioni sulle valute virtuali. “Il Ministero – aveva detto il ministro – sta preparando una legge per vietare in modo efficace tutte le transazioni in valuta virtuale nelle sale di negoziazione”.

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Investire nella criptovaluta è una pratica molta diffusa anche in Corea del Sud, un Paese affascinato dalla tecnologia. Il commercio sudcoreano di bitcoin rappresenta circa il 20% del commercio mondiale della valuta, e vale in proporzione circa 10 volte il peso della Corea del Sud nell’economia globale. Le osservazioni di Park hanno fatto crollare il prezzo del bitcoin del 18% sulla piattaforma Bithumb, mentre l’ethereum, un’altra valuta virtuale, ha perso il 23%.

Gli investitori hanno sommerso il sito web della «Casa Blu», il palazzo presidenziale, di e-mail con petizioni contro il divieto delle piattaforme di trading. E il governo rapidamente ha fatto marcia indietro.

La chiusura è “una delle misure prese in considerazione dal Ministero della Giustizia”, ha corretto il tiro un portavoce presidenziale Yoon Young-Chan. “Ma la decisione non è stata finalizzata”, ha proseguito. Le criptovalute hanno a loro volta raddrizzato la barra, con il bitcoin tornato in calo di un più contenuto 6,5% e l’ethereum del 12%.

Altri segnali negativi arrivano dagli Usa: la North American Bitcoin Conference è un evento che radunerà, il 18 e 19 gennaio a Miami, gli specialisti americani del settore: 3.000 partecipanti attesi e un biglietto da 1.000 dollari per accedere. Peccato che gli organizzatori abbiano sospeso la possibilità di acquistarlo con criptomonete, «a causa della congestione del network», di «operazioni manuali» che rallentano le operazione e delle eccessive commissioni imposte dalle piattaforme di scambio.

I rischi comunque ci sono. Sono due le preoccupazioni principali per chi decide di investire in bitcoin: la difficoltà di tracciare i pagamenti nella criptomoneta e di conseguenza il rischio che possa diventare facile veicolo di riciclaggio e finanziamento per il terrorismo.