“Vita Indipendente”: Viaggio nel mondo della disabilità

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di Maria Sordino – “Ho vissuto in diversi posti, ho dovuto affittare case di amici, appartamenti e camere per brevi periodi e, ancora peggio, ho dovuto insediarmi nei salotti delle persone o nelle soffitte dei loro familiari, mentre cercavo disperatamente una situazione abitativa.”

Potrebbe sembrare la voce di un giovane alle prese con la ricerca del proprio spazio e della propria indipendenza e invece è il disagio di una delle tante persone disabili, che lottano per i propri diritti, che sono gli stessi per ogni cittadino o cittadina italiani: uscire di casa quando se ne sente il bisogno e la necessità, frequentare chi si desidera, dove e quando lo si ritiene opportuno, occuparsi della propria persona, della propria casa, delle proprie relazioni, della propria intimità.

Ma cosa significa “vita indipendente” per una persona disabile?

Significa, semplicemente, allontanarsi dalla famiglia e vivere da soli, come per ogni uomo e ogni donna del pianeta, senza dover ricorrere al ricovero in strutture protette.

La realtà con cui devono confrontarsi, per poter ottenere aiuto, le Istituzioni, se ne lava invece le mani.

Risultato? Migliaia e migliaia di cittadini disabili si trovano costretti ad accontentarsi di sopravvivere in condizioni di dipendenza totale, sia per decisioni riguardanti le strategie di vita, sia per decisioni riguardanti i dettagli nella giornata: alzarsi, lavarsi, vestirsi, mangiare, uscire, studiare, lavorare, divertirsi, relazionarsi con l’ambiente, nei modi e nei tempi dettati dal desiderio e/o dalle necessità di studio o di lavoro.

Eppure le leggi esistono. La nuova concezione dell’assistenza si chiama Vita Indipendente ed è regolamentata in Italia dalla legge 162/98, applicata “a mosaico” a causa della competenza regionale nel farla funzionare; mentre a livello internazionale è regolamentata e promossa dalla Convezione ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità.

Proprio il Comitato di verifica della Convenzione ONU ha di recente raccomandato di porre in atto garanzie del mantenimento del diritto ad una vita autonoma e indipendente in tutte le regioni, di reindirizzare le risorse dall’istituzionalizzazione a servizi radicati nella comunità, di aumentare il sostegno economico, per consentire alle persone con disabilità di vivere in modo indipendente su tutto il territorio nazionale e avere pari accesso ai servizi, compresa l’assistenza personale. In particolare “alle Regioni è stato richiesto un rinnovato impegno per adeguare il quadro normativo e di regolamentazione della Vita Indipendente”.

Per questo motivo, l’8 novembre a Milano si è svolta la manifestazione presidio del Comitato lombardo per la Vita Indipendente, per chiedere al Consiglio regionale Lombardia l’applicazione di un diritto sancito dalla Convenzione ONU e ratificato dall’Italia come legge dello Stato.

Dove e quando l’assistenza viene applicata, si è dimostrato che è possibile realizzare ed evolvere questo modo di intendere l’assistenza: impiegando una figura professionale scelta, formata e remunerata dalle stesse persone con disabilità, sulla base di normali contratti di lavoro dipendente.

È chiaro che per realizzare quest’obiettivo è fondamentale ottenere fondi significativi, destinati alle persone con disabilità grave che necessitino di assistenti personali per realizzare la loro Vita Indipendente.

E in Campania?

In data 18 novembre 2013, è nata l’Associazione MO.V. I. Campania Onlus, MOVIMENTO CAMPANIA PER LA VITA INDIPENDENTE, che ha concentrato la sua attività nella promozione e diffusione dei principi della vita indipendente così come declinati nel Manifesto di ENIL Eu (European Network on Independent Living).

Ciò che muove la sua azione è la tutela dei diritti umani delle persone con disabilità nella cornice della CRPD (Convenzione sui diritti delle persone con disabilità).

Nello specifico, si è impegnata a contattare tutti gli ambiti territoriali campani impegnati nella sperimentazione promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a partire dal 2013. Il suo costante e puntuale monitoraggio ha prodotto diverse e proficue collaborazioni, dalle quali sono nate le prime Agenzie per la Vita Indipendente, una operante sull’Ambito A02 di Mercogliano e una operante sull’Ambito S08 di Vallo della Lucania che nel complesso supportano 20 progetti di Vita Indipendente. Attualmente gli Ambiti Territoriali sono impegnati nel presentare la propria proposta progettuale basandosi sul Bando Ministeriale LINEE GUIDA VITA INDIPENDENTE 2016.

Il  MO.V.I. CAMPANIA Onlus, insieme a FEDERHAND/FISH Campania ONLUS e DPI ITALIA ONLUS stanno monitorando l’intero territorio campano, anche attraverso seminari informativi, affinché le nuove proposte siano sempre più in linea con le finalità e i principi della Vita Indipendente.

Una vita indipendente può essere, quindi, realizzata, con l’attenzione e l’impegno delle Istituzioni, grazie alla sensibilità dei movimenti che promuovono l’autodeterminazione delle persone con disabilità ed è un diritto umano di cui nessuno dovrebbe essere privato in favore del risparmio.

MOVIMENTO CAMPANIA PER LA VITA INDIPENDENTE con sede legale in 84046 Marina di Ascea (SA) – via Poseidonia n. 15 (info e contatti: cell. 3495373758, e-mail. movi.campaniaonlus@gmail.com – referente Rosaria Duraccio)