martedì, Giugno 15, 2021

Università, piano anticorruzione per contrastare le zone di opacità

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Università, piano anticorruzione per contrastare le zone di opacità
Francesco Monacohttps://www.2anews.it
Francesco Monaco, giornalista. Esperienza dalla carta stampata a internet, radio e tv. Scrittore, il suo primo romanzo: 'Baciami prima di andare'.

Il piano anticorruzione annunciato dal magistrato Raffaele Cantone sarà presentato il 21 dicembre in una conferenza con il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli.

Un vero e proprio piano anticorruzione, lungo 79 pagine, e annunciato dal magistrato Raffaele Cantone per contrastare quelle zone di opacità nelle università italiane. E’ quello che il 21 dicembre sarà presentato in una conferenza organizzata con il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Regole che portino all’affidamento della valutazione a commissioni formate nella loro maggioranza da docenti esterni. Che sanzionino i conflitti d’interesse. Che restituiscano ai concorsi per ricercatore la prova scritta.

Università, piano anticorruzione per contrastare le zone di opacità“Una serie di indicazioni generali – ha affermato Cantone – date agli atenei per stimolare gli aspetti auto-organizzativi. Indicazioni operative utili che vengono anche dall’esperienza e dal confronto con il mondo universitario. E credo che, proprio perché le università, giustamente, rivendicano autonomia, la prima attività di prevenzione la debbano fare le stesse università”.

A livello decentrato, in questa fase del processo, si legge nel testo, è opportuno che le università:

– adottino misure che favoriscano la massima circolazione delle informazioni sui bandi e sulle facilities di ateneo nei riguardi di tutti i ricercatori interni interessati o potenzialmente interessati.

– Predeterminino le regole attraverso cui tutti i ricercatori abbiano le medesime possibilità di accedere ai bandi e di elaborare e veder valutati i progetti.

– Prevedano risorse adeguate finalizzate a rendere possibile per i propri ricercatori la predisposizione di progetti di ricerca che possano validamente concorrere ai finanziamenti, internazionali, europei e nazionali. Ciò per consentire a tutti i ricercatori l’accesso a parità di condizioni.

– Concentrino le risorse di ateneo sui progetti di ricerca, realizzando una netta separazione tra questi e le attività di ricerca svolte mediante attribuzione di commesse da parte di soggetti esterni, ai quali dedicare soprattutto gli spin off universitari.

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