giovedì, Maggio 6, 2021

Università, le facoltà più ricercate e redditizie degli ultimi anni

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Università, le facoltà più ricercate e redditizie degli ultimi anni
Redazionehttp://www.2anews.it
2Anews è un magazine online di informazione Alternativa e Autonoma, di promozione sociale attivo sull’intero territorio campano e nazionale. Ideato e curato da Antonella Amato, giornalista professionista. Il magazine è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n.67 del 20/12/2016.

Università: Quali sono le facoltà che garantiscono un concreto inserimento nel mondo del lavoro? Proviamo a vedere quali sono effettivamente le lauree più ricercate.

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La scelta della facoltà è sempre un momento cruciale nella vita di una futura matricola. Timori e ansie rendono la scelta non sempre semplice e a complicare le cose c’è la fatidica domanda: seguo le mie aspirazioni e desideri oppure guardo oggettivamente alle richieste del mondo del lavoro? La risposta non è semplice, numerose sono, infatti, le variabili in gioco, ma sicuramente avere la lucidità e l’obiettività di guardare all’andamento del mercato e alle sue concrete esigenze, rappresenta un quid che consentirà al neolaureato di poter accedere al mondo del lavoro con maggior facilità.

Ma quali sono le facoltà più ricercate?

Secondo il Report Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal e sulla base di uno studio condotto dal Miur, è emerso che nel quinquennio 2019-2023 il totale dei neo-laureati sarà di circa 893.600. Ragion per cui, l’offerta di lavoro aumenterà inevitabilmente. Si ritiene che tra i neolaureati e laureati, saranno assunti, entro il 2023, tra le 959mila e le 1.014 unità.

Ad oggi, tra i profili più richiesti vi è quello medico-sanitario (stima di 171mila e 176mila unità in più), di poco inferiore abbiamo profili afferenti al settore economico (stima di 152mila a 162mila unità), indubbiamente uno dei profili che continuerà ad essere tra i più ricercati in assoluto è quello in ingegneria (la cui occupazione prevedere 127mila e 136mila nuovi lavoratori) e infine l’ambito giuridico (stima da 98mila a 103mila unità). La domanda è destinata a crescere anche per il settore dell’istruzione e della formazione, si stima che si avranno circa 91.900 a 96.800 unità in più.

Nonostante questi dati, si ritiene che allo stato attuale la facoltà che fa registrare tassi occupazionali più alti, a pochi mesi dal conseguimento del titolo, oltre a scienze della formazione, è la facoltà di ingegneria. Si stima che la percentuale degli occupati a pochi mesi dal titolo, sia di circa il 94,6%. Anche i laureati in materie economico-statistiche mantengono una percentuale alta con il 91,6% di occupati entro i primi dodici mesi. Mentre i laureati in medicina rappresentano il 93,8% degli occupati nel breve termine dal titolo.

Le lauree più ricercate

Se fino ad ora abbiamo provato a scoprire, sotto il profilo occupazionale, le facoltà che garantiscono un concreto inserimento nel mondo del lavoro, proviamo ora a vedere quali sono effettivamente le lauree più ricercate.

La laurea in economia è una sorta di evergreen, in termini lavorativi. Tutte le aziende, nazionali o internazionali, necessitano di consulenti finanziari, consulenti di gestione aziendale o manager. Pertanto una delle opzioni da prendere in considerazione, per i nuovi studenti, è il corso di economia aziendale da conseguire sia nelle università tradizionali che negli atenei telematici, come Unicusano, con un’offerta formativa che consente una gestione ottimale del proprio tempo.

Un’altra facoltà che rientra tra quelle più ricercate è, senza ombra di dubbio, quella di ingegneria, in tutte le sue ramificazioni. Tuttavia, sono ancora troppo pochi gli studenti STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), come confermato da una ricerca condotta dall’Associazione direttori Risorse Umane. In particolar modo, i corsi di laurea più richiesti riguardano l’area elettronica, biomedica e gestionale.

Le facoltà più redditizie

Infine, le retribuzioni. Secondo un’indagine recente, la laurea in ingegneria risulta essere, insieme a medicina, quella più redditizia. Anche i neolaureati in ingegneria percepiscono, infatti, uno stipendio medio più alto rispetto ai colleghi che hanno appena conseguito titoli in altre facoltà.

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