Gli scarichi fognari di Capua direttamente nel fiume Volturno: 5 indagati

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Anziché essere avviati al depuratore di Marcianise, i liquidi fognari del Comune di Capua finivano direttamente nel fiume Volturno: tra gli indagati anche due ex sindaci.

Liquidi fognari del Comune di Capua direttamente nel fiume Volturno anziché essere avviati al depuratore di Marcianise, nel Casertano. Ad accertarlo un’indagine dei carabinieri, coordinati dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, che lo scorso 22 novembre hanno sequestrato d’urgenza dieci impianti di sollevamento delle acque reflue fognarie e meteoriche del comune metelliano. I reati contestati dai magistrati sono disastro ambientale, sversamento liquidi nocivi ed immissione in acque superficiali di rifiuti incontrollati, in concorso. Cinque le persone indagate: due ex sindaci, due funzionari dell’ufficio tecnico comunale e il responsabile della ditta cui erano stati affidati i lavori di manutenzione degli impianti.

Sequestrati anche numerosi documenti

Dalle analisi effettuate sui campioni d’acqua del fiume dai tecnici dell’Arpac è emerso un “aumento esponenziale” del batterio di escherichia coli, legato alla presenza di rifiuti organici, ma anche anche quantità pericolose di tensioattivi totali di azoto ammoniacale e ossigeno. A causa del malfunzionamento degli impianti sequestrati, causato dalla mancata manutenzione, i liquidi provenienti dalle fogne non venivano convogliati nel depuratore di Marcianise, ma direttamente nel Volturno. I sigilli all’impianto di depurazione sono stati apposti dai carabinieri della Compagnia di Capua che hanno effettuato degli accertamenti in collaborazione con il consulente tecnico nominato dalla procura sammaritana.

Contestualmente sono stati sottoposti a sequestro, sia presso il Comune di Capua che presso gli uffici del depuratore consortile di Marcianise, numerosi documenti relativi alla progettazione e all’affidamento dei lavori di manutenzione degli impianti.