Casoria, rogo in una fabbrica di plastica e alluminio: rischio ambientale

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Casoria, rogo in una fabbrica di plastica e alluminio: rischio ambientale

Cronaca di Napoli: a Casoria un terribile incendio ha colpito la ditta Cerbone, innalzando l’ennesima nube nera nella “Terra dei fuochi”.

Ancora un terribile rogo in piena Terra dei fuochi. Poco prima delle 7 di stamattina, un incendio ha distrutto un capannone industriale a Casoria, provocando gravi disagi ai residenti nei palazzi circostanti, alcuni dei quali intossicati dall’inteso fumo sprigionato dalle fiamme. La nube nera è stata visibile da chilometri di distanza. Numerose squadre dei vigili del fuoco sono giunte sul posto per domare l’incendio.

A essere colpita dal rogo è stata la ditta Cerbone, che gestisce un sito di stoccaggio di plastica e alluminio. Come riporta “Internapoli”, non ci sono feriti né intossicati tra i dipendenti della società, mentre è in corso il conto dei danni: l’azienda ha tuttavia fatto sapere che le attività aziendali continueranno. Chiusa una vicina scuola elementare e media mente i vigili del fuoco, Asl e Arpac hanno consigliato ai residenti di tenere le finestre chiuse e non restare in strada.Casoria, rogo in una fabbrica di plastica e alluminio: rischio ambientale Da chiarire le cause e le dinamiche dell’incendio, con i Carabinieri ancora sul posto, anche se non si esclude la pista legata al racket. Tra i primi a denunciare il fatto la pagina Rete di Cittadinanza e Comunità, che ha preso una posizione ben precisa: “Tra Casoria e Afragola, in terra di nuovi racket e guerra tra bande, prende fuoco un capannone di stoccaggio plastica e alluminio, Gruppo Cerbone. Tutti sul posto, gente allontanata, Arpac in allerta: sentiremo le solite chiacchiere e assisteremo alle solite passerelle? Quanti altri verranno a dirci che dobbiamo impegnarci di più, invece di provare a fare il loro lavoro? Quanti ancora parleranno di “balordi” e non di scenari criminali architettati ad arte dalle fin troppo note forze in gioco? E quanti ancora ci diranno che, nonostante le colonne di fumo nero, è sempre tutto a posto?. C’è solo una cosa – conclude il post su Facebook– che possiamo rispondervi: jatevenne, andate a casa. La nostra terra brucia e voi, come sempre, restate comodamente seduti sulle vostre poltrone”.

Rogo a Casoria, Legambiente: “Rischio inquinamento falde”

Sulla vicenda è intervenuta anche Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania, che ha parlato delle ripercussioni che il rogo potrebbe portare: “L’incendio della fabbrica di alluminio di quelle dimensioni lascia tappeti di cenere e rifiuti non più riciclabili con un rischio inquinamento non solo atmosferico ma anche del suolo – spiega Imparato a “Il Mattino” -. Quando si spengono le fiamme, le sostanze inquinanti rischiano di trasferirsi nelle falde acquifere.

Stiamo parlando di una città, quella di Casoria, già esposta all’inquinamento da polveri sottili e che ha visto nel 2018 ben 50 superamenti dei limiti giornalieri previsti per il Pm10 mentre sono già 10 quelli dall’inizio dell’anno“.

Foto: pagina Facebook “Rete di Cittadinanza e Comunità”