Cesinali, il 16 novembre la IV edizione del premio Pasquale Campanello

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Pasquale Campanello: realizzato un docu-film in memoria del poliziotto vittima innocente di Camorra. La moglie chiede la riapertura delle indagini: “Aspetto ancora giustizia”.

Venerdì 16 novembre si terrà al teatro d’Europa di Cesinali la quarta edizione del premio Pasquale Campanello, intitolato alla memoria dell’agente di polizia penitenziaria ucciso dalla Camorra a 32 anni, l’8 febbraio 1993, sotto la sua abitazione di Torrette di Mercogliano.

Per ricordare questa vittima innocente della criminalità organizzata, l’associazione Libera proietterà il documentario “Un giorno come tanti” (realizzato da Giovanni Centrella, con introduzione di Sandro Ruotolo).

A più di un quarto di secolo dall’uccisione del marito (ammazzato per non aver ceduto alle richieste di favori dei capo clan rinchiusi nel Carcere di Poggioreale, dove l’agente lavorava), la vedova Antonietta Oliva (presente alla presentazione del Premio) vuole giustizia, come chiesto anche al Ministro Alfonso Bonafede:

Il Ministro della Giustizia ha preso l’impegno di incontrarmi per valutare la riapertura delle indagini sulla morte di mio marito. Dopo 25 anni –riporta “Il Mattino”– Pasquale Campanello merita giustizia. Ora attendo una sua convocazione, perché la mia famiglia ancora non ha ricevuto giustizia per l’uccisione di Pasquale”.Cesinali, il 16 novembre la IV edizione del premio Pasquale Campanello Sul docu-film, Antonietta Oliva ha dichiarato che “risveglia inevitabilmente in me momenti drammatici, ma al tempo stesso fa riaffiorare anche ricordi belli. Pasquale non viene raccontato solo sotto il profilo professionale di incorruttibile agente penitenziario, ma emerge anche l’aspetto umano” di un grande servitore dello Stato.

La semplicità di esempi diventati straordinari ha portato alla nascita di un premio a lui intitolato: “Proviamo a dare voce alle storie di impegno quotidiano. È vero che non abbiamo bisogno di eroi -spiega Antonio Di Gisi, referente Libera Atripalda- ma è doveroso rendere omaggio a tutti quegli uomini che non si sono piegati alle mafie e hanno continuato a lavorare e vivere con la schiena dritta”.

Il premio all’impegno quotidiano, istituito dal presidio di Libera Atripalda, andrà all’associazione “Addio Pizzo”, all’agente Alessandro Magno (braccio destro di Roberto Mancini, primo poliziotto ad indagare sulla Terra dei Fuochi), a Simmaco Perillo (responsabile della cooperativa “Al di là dei sogni” e al gruppo Molotov d’Irpinia per aver dedicato la canzone “Ami(t)anto” alla strage ex Isochimica.