Dagli USA nuova terapia genica contro il cancro

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Una nuova terapia genica, in grado di riconfigurare le cellule immunitarie dei pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin trasformandole in killer contro il cancro, è stata approvata ieri negli Usa.

di Maria Sordino – Un nuovo trattamento contro il linfoma non-Hodgkin, neoplasia maligna del tessuto linfatico, ha ricevuto il via libera della Food and drug administration, l’organismo governativo americano che regolamenta l’utilizzo e la certificazione delle procedure sanitarie. Si chiama «Yescarta» ed è una terapia genica che, secondo gli esperti, è in grado di riconfigurare le cellule immunitarie del paziente, trasformandole in killer del cancro. L’approccio, indicato per i pazienti adulti colpiti da un linfoma non-Hodgkin non responsivi ad almeno due cicli di chemioterapia, agisce attivando i linfociti del paziente direttamente contro le cellule maligne e ha l’obiettivo di cronicizzare la malattia. L’approccio prevede il prelievo dei linfociti T (cellule del sistema immunitario) dello stesso paziente e la loro ingegnerizzazione in laboratorio, che avviene mediante l’inserimento di una porzione di Dna in grado di riconoscere l’antigene: in questo caso le cellule neoplastiche. La successiva infusione dà il via all’«attacco» nei confronti del tumore.

Dagli USA nuova terapia genica contro il cancroL’approvazione di «Yescarta» è giunta la termine di uno studio multicentrico condotto su oltre cento pazienti, al termine del quale è stato osservato un tasso di remissione della malattia pari al 51 per cento. Potenzialmente, negli Stati Uniti la cura riguarderebbe circa 3.500 pazienti all’anno. I costi, però, sono ancora ingenti e si aggirano sui 370mila dollari. Il nuovo farmaco è il secondo del suo genere e segue il trattamento approvato ad agosto per la cura della leucemia linfoblastica acuta resistente ai farmaci tradizionali, una neoplasia diffusa soprattutto tra i bambini.

«Queste  terapie rappresentano un passo significativo verso trattamenti personalizzati che possono avere un terribile impatto sulle vite dei pazienti – spiega Carl June, direttore dell’unità di ricerca traslazionale dell’università della Pennsylvania e pioniere del nuovo trattamento -. Stiamo creando la prossima ondata di terapie per il cancro. Per adesso i risultati riguardano i tumori ematologici, ma l’auspicio è quello di poter presto allargare la platea delle neoplasie da trattare in questo modo».