Severino Nappi, un uomo del Sud, dalla parte del Sud

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Severino Nappi, un uomo del Sud, dalla parte del Sud

Severino Nappi è nelle file di Forza Italia in corsa per l’uninominale alla Camera, candidato in un collegio campano al quale lui è tanto legato, quello di Pozzuoli – Ischia.

Chi è Severino Nappi? Lo avevamo lasciato a Napoli come assessore regionale al Lavoro negli anni della giunta Caldoro. Lo ritroviamo oggi nelle file di Forza Italia in corsa per l’uninominale alla Camera, candidato in un collegio campano al quale lui è tanto legato, quello di Pozzuoli – Ischia.

Due realtà, quella flegrea e quella isolana, che sono terreno della sua attività professionale di avvocato e alle quali lo legano l’infanzia e le gite fuori porta con la famiglia. Il giuslavorista Severino Nappi è un uomo del Sud, dalla parte del Sud, come lui stesso ama definirsi, tanto che (non a caso) il partito di Berlusconi lo ha nominato responsabile delle politiche del Mezzogiorno.

E per la sua campagna elettorale cavalca, convinto, i temi della flat tax e del rilancio dell’impresa come traino ad una nuova occupazione, anche al Sud. Non sono idee spot lanciate in campagna elettorale. Perché, forse pochi ricorderanno, l’avvocato Nappi nel 2014 era già uscito con un libro dal titolo Job(s) Fact nel quale raccontava la sua battaglia per una vera riforma del mondo del lavoro in Italia. Altro che Jobs Act. Smontando i falsi miti, i cambiamenti annunciati e mai realizzati, le promesse populiste. Severino Nappi, un uomo del Sud, dalla parte del Sud

E fornendo un prontuario di idee semplici e utili per una rinascita dell’occupazione che parta proprio dal Sud, eliminando una volta per tutte le forme di assistenzialismo e liberando le energie degli onesti. Nappi ha l’approccio puntuale e scrupoloso di un accademico (è ordinario di diritto del Lavoro all’Università di Napoli e insegna Diritto del Mercato del Lavoro alla Scuola di Specializzazione in Diritto Civile dell’Università degli Studi di Camerino) e la genialità e il genio e il carattere di un partenopeo.

Scende tra la gente, stringe la mano, si confronta, accoglie e recepisce le amarezze, e se ne vuol far carico. La sua candidatura nasce un po’ così, come una sfida e per grande senso di responsabilità per la terra che ama. Il suo video spot racconta bene, dell’uomo, ideali e obiettivi. Uno, la vicinanza alle persone. Intellettuali, operai, pescatori, commercianti, professionisti, disoccupati.

Soprattutto uomini, donne, giovani, bambini, mamme, padri, nonni che non si arrendono, che non si rassegnano, che sperano, che agiscono. Due, la voglia di contribuire al riscatto di un territorio calpestato da camorristi, speculatori, arrivisti, cattivi amministratori. Nappi, uomo di passione e di azione, per il suo collegio ha elaborato un programma elettorale ad hoc, calando sul territorio quello del suo partito.

Un programma che lui chiama #Restart, per far ripartire Marano, Quarto, Bacoli, Ischia, Procida, Monte di Procida, Pozzuoli. Per dare nuova linfa al Sud e all’Italia. Analizzando punti di forza (da valorizzare) e punti di debolezza (da superare). A partire dal fenomeno della disoccupazione, che rende depressa un’area potenzialmente florida. “Dove – è scritto nel suo programma – una persona su tre è disoccupata. Un negozio su dieci chiude per crisi. Un professionista guadagna in proporzione meno che in altre province campane e nazionali. Dove, per incapacità o volontà, vengono negate da anni alcune opere fondamentali. Le presenze turistiche sono meno di 200 mila sui 18 milioni della Campania. Tra scalini, passerelle e strade dissestate, se si è anziani o disabili risulta difficile muoversi. Per le mamme è difficile lavorare perché private dei servizi di base per i bambini. Per i giovani diventa difficile persino spostarsi per studiare poiché mancano trasporti e collegamenti efficienti. Ed essere genitori significa vivere quotidianamente con l’ansia di non poter assicurare ai figli un futuro laddove si nasce e si cresce. Un’area in cui migliaia di case e alloggi di necessità sono da legalizzare o da ricostruire”. Dove, prendiamo il caso Ischia, il sisma dello scorso anno che ha spaventato turisti, distrutto abitazioni, danneggiato un’economia già vacillante, è l’ennesimo segno della politica (nazionale e regionale) che fa finta di non vedere.

Ed è per loro, gli ischitani, che Nappi sta impegnando gran parte delle energie della campagna elettorale, denunciando ai media nazionali un paradosso tutto italiano. Di avvertire l’urgenza di ripartire e di ricostruire l’isola distrutta, ma di non poterlo fare per piani urbanistici e territoriali incompatibili con le nuove normative antisismiche.

Pur sapendo di vivere su un territorio straordinario per bellezze naturali e paesaggistiche mozzafiato che ambisce (e non a torto) a diventare nuova Capitale turistica e culturale.