Addio ad Aldo Biscardi, inventore del “Processo del lunedì”

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È morto a 87 anni Aldo Biscardi, l’inventore della storica trasmissione sul calcio e paladino della moviola in campo.

di Luigi Maria Mormone – Il popolare giornalista Aldo Biscardi, inventore della storica trasmissione calcistica Il processo del lunedì, è morto a Roma all’età di 87 anni. Laureato in giurisprudenza e giornalista a Il Mattino e a Paese Sera, la svolta della sua carriera arriva nel 1979, anno in cui entra in Rai. L’anno dopo crea Il Processo del lunedì, il primo talk-show sul mondo del calcio, condotto dapprima da Enrico Ameri e Marino Bartoletti e di cui diventa poi mattatore indiscusso. Il programma è stato per 13 anni uno dei punti di forza dello sport in Rai, traslocando poi a Tele+, TMC e La7 col nome di Il Processo di Biscardi. Coinvolto nel 2006 in Calciopoli, negli ultimi anni aveva portato la trasmissione in alcuni network locali. Innumerevoli inoltre le edizioni del Processo ai mondiali e del Processo agli europei, trasmissioni che hanno raccontato tante avventure della nostra nazionale nelle grandi competizioni. Il suo Processo, ora condotto dal figlio Maurizio su 7gold, era una trasmissione sui generis, in cui Biscardi dirigeva il tribunale calcistico col suo inconfondibile accento molisano. Più che a un programma televisivo, sembrava di assistere ad incontri tra amici al bar, pieni di discussioni e polemiche sulla domenica calcistica appena trascorsa, le quali toccavano l’apice non appena si iniziava a parlare della moviola, con tanti compagni di viaggio come Maurizio Mosca, Elio Corno, Tiziano Crudeli e il compianto regista Pasquale Squitieri. Una delle sue massime più celebri era “parlate non più di due o tre alla volta”, frase che fa capire in pieno lo spirito di questa trasmissione, caratterizzata anche da innumerevoli televoti e dalle bombe di Mosca, improbabili sgup di calciomercato a cura di Maurizio Mosca (trattative di fatto mai andate in porto, a parte la previsione azzeccata dell’arrivo del brasiliano Ronaldo all’Inter). Per cercare di eliminare qualsiasi tipo di sudditanza psicologica nei confronti delle grandi squadre, negli ultimi 20 anni il popolare conduttore si è fatto paladino della “battaglia” per la moviola in campo, sostenendo che solo la tecnologia avrebbe evitato favori arbitrali (memorabili in tal senso le puntate successive a Corea del Sud – Italia dei mondiali 2002, quando l’arbitro ecuadoriano Byron Moreno penalizzò clamorosamente gli azzurri). E ora che la moviola è davvero arrivata in campo col VAR (anche se per il momento soltanto in Italia e Germania), si può certamente pensare che Aldo Biscardi sia morto felice.