IMU e TASI 2018, ecco chi paga per le case in affitto

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IMU e TASI 2018, ecco chi paga per le case in affitto

Scadenza per l’IMU e TASi del 2018. Prossima rata 17 dicembre 2018. Ma per le case in affitto chi paga? Cosa fare per chi non ha pagato la rata entro il 18 giugno? 

Aggiornamento del 13 luglio h. 9,55

Cosa fare per chi non ha pagato la rata entro il 18 giugno?

Per chi non ha pagato la prima rata dell’Imu o della Tasi entro il termine fissato (18 giugno), può rimediare al ritardo attraverso l’istituto del Ravvedimento operoso che consente al contribuente di pagare l’imposta dovuta con un esborso maggiorato che però è ridotto rispetto alla sanzione vera e propria. In pratica il contribuente riconosce la propria mancanza e viene «premiato» con uno sconto.

I costi aggiuntivi per i ritardatari

Per i ritardatari è stabilita un’imposta maggiorata di un tasso d’interesse che è pari allo 0,3% annuo.  E’ consigliabile verificare questo tasso perché negli anni è cambiato più volte.

A questo tasso va poi aggiunta una sanzione che varia a seconda dei giorni di ritardo e viene calcolata sull’ammontare dell’imposta.

Ecco gli importi di sanzione

Ci sono quattro tipi di Ravvedimento. Superati i periodi stabiliti si dovrà pagare la sanzione per intero pari al 30% dell’imposta non versata.

  • Ravvedimento sprint: per chi paga entro 14 giorni dalla scadenza del termine per pagare l’imposta. In questo caso la sanzione è dello 0,1% giornaliero. Su mille euro si arriva a 14 euro massimo.
  • Ravvedimento breve: per chi paga dal 15° al 30° giorno successivo alla scadenza. In questo caso la sanzione è fissa all’1,5%. In pratica dal 15° giorno la sanzione è parti a quella del 14° ma non c’è più l’aumento costante, giorno per giorno.
  • Ravvedimento medio: parte dopo il 30° giorno di ritardo fino al 90° giorno. In questo caso la sanzione fissa sale all’1,67%.
  • Ravvedimento lungo: scatta dopo il 90° giorno di ritardo, ma comunque entro i termini di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione, la sanzione fissa è del 3,75%.

18 giugno scade il termine di pagamento Imu e Tasi

IMU e TASI 2018, ecco chi paga per le case in affitto

Il 18 giugno scadrà il termine per il versamento dell’acconto e della prima rata delle due imposte sulla casa, IMU e TASI, e uno dei dubbi più frequenti riguarda le case in affitto. Chi deve pagare le imposte, l’inquilino o il proprietario?

L’affittuario non paga in nessun caso l’IMU, tranne per il caso di leasing finanziario, mentre al proprietario sono rivolte delle specifiche agevolazioni e riduzioni riferite all’importo dovuto.

E’ infatti solo la TASI che ha dei criteri di calcolo che vanno ricercati presso il proprio comune e in caso di mancanza saranno divisi al 90% per il proprietario e il 10% per l’affittuario.

I criteri e le regole per il pagamento della TASI.

IMU e TASI 2018, ecco chi paga per le case in affitto

La Legge di Stabilità 2016 (art. 1, co. 14, lettera d) sancisce che il 10% della TASI sia versato dall’inquilino, ma lascia anche spazio ai comuni di variare questa percentuale fino a un massimo del 30%  del valore dell’imposta. In ogni caso la somma rimanente sarà versata dal proprietario.

Per gli inquilini che risiedono nell’immobile in affitto è prevista l’esenzione dalla tassa in quanto l’immobile è considerato prima casa. Un’eccezione a questa regola sono le case appartenenti alle categorie catastali di lusso, nelle quali gli inquilini pagano anche se vi risiedono. Se invece gli inquilini vivono altrove dovranno pagare la TASI sulla seconda casa. Gli universitari fuori sede sono sempre esentati dal pagamento.

Va sottolineato che i mancati pagamenti  non andranno a pesare ha chi a pagato: se una delle due parti non paga il Comune di può rivalere solo sulla parte inadempiente.