I PUNTINI SULLA “A”: 7° GIORNATA DI CAMPIONATO rubrica di Gianmarco Giugliano

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di Gianmarco Giugliano – La Juventus passa ad Empoli 3-0 e tenta la prima fuga del campionato. I bianconeri realizzano il primo gol al 60° dopo un’ora di gioco non entusiasmante. Ci pensa Higuain con una doppietta a blindare il risultato.

L’argentino è già capocannoniere ed ha una media gol addirittura superiore al record dello scorso anno.

Tra le grandi d’Europa, la Juventus con l’Atletico Madrid (proprio le squadre che giocano un calcio non bello ma efficace)  sono  le uniche ad aver preso i tre punti in questa giornata.

Il Napoli si ferma a Bergamo: colpita a freddo all’8° minuto da Petagna (che sfrutta un regalone della difesa partenopea), la squadra di Sarri non riesce ad imporre il suo solito gioco rapido e spumeggiante. Gasperini, ancora una volta, imbriglia le trame di Sarri: lo scorso anno sulla panchina del Genoa aveva fermato il Napoli sullo 0-0 a Marassi ed al San Paolo solo un eurogol di Higuain all’81° regalò al Napoli la vittoria.

Il cammino della squadra di Sarri in trasferta non è da “grande”: in quattro partite solo una vittoria (Palermo) , due pareggi (Genoa e Pescara) ed una sconfitta (Bergamo). I risultati sono gli stessi dello scorso anno (5 punti) ma i gol realizzati sono 5 (contro i 7 dello scorso anno) mentre quelli subiti sono 3 (contro i 4 dello scorso anno). Due i punti in più rispetto alla passata stagione anche se gli avversari affrontati erano decisamente più temibili (Sassuolo, Lazio, Juventus e Milan nelle prime sette giornate oltre a Carpi, Sampdoria, Empoli) e la squadra di Sarri, inoltre, non aveva ancora assimilato quei meccanismi che il tecnico chiedeva.

Il big match Roma Inter si risolve nel secondo tempo a favore dei giallorossi. Bella partita con tante occasioni da entrambi le parti. L’Inter appare più squadra dello scorso anno ma ha perso quella solidità difensiva che aveva fatto la fortuna della formazione milanese all’inizio della scorsa stagione; la Roma, da parte sua, sembra aver ritrovato Dzeko anche se appare piuttosto fragile in fase difensiva.

Ottima, ancora una volta, la prova del Torino: la squadra di Mihajlovic batte la Fiorentina dopo aver superato la Roma. L’attacco dei granata sembra tra i più interessanti del campionato con il “gallo” Belotti, Iago Falque ed il rientrante Ljaijc.

Importanti vittorie per Cagliari sul Crotone e del Genoa in casa del Bologna.

La Lazio sembra aver ritrovato la brillantezza di due stagioni fa: Immobile, Anderson e Keita, oltre ad essere molto giovani, assicurano velocità ed inventiva alla fase offensiva dei biancocelesti: la prestazione di Udine (0-3), autoritaria e convincente, condanna i friulani all’ennesima sconfitta ed all’esonero di Iachini. Al suo posto è stato chiamato Gigi Del Neri.

Rocambolesco Milan Sassuolo. Con gli emiliani in vantaggio 3-1, la squadra di Montella regala ai tifosi una fantastica rimonta (iniziata, però, con un rigore regalato dall’arbitro) condita dal primo gol in maglia rossonera del giovane Locatelli e dal poderoso colpo di testa di Paletta. Risultato finale: 4-3. La squadra di Montella sembra avere finalmente una sua fisionomia anche se pecca (ma questo è sempre stato un limite delle squadra dell’allenatore campano) in fase difensiva.

Continua a stupire il Chievo 2-0 a Pescara mentre la Sampdoria solo all’ultimo secondo riesce a pareggiare il gol del Palermo rivitalizzato dalla cura De Zerbi.

Tra i protagonisti della giornata, sicuramente Higuain, che torna in testa alla classifica cannonieri della serie A, il giovane Locatelli che regala un grandissimo gol per la rimonta del Milan e Dzeko che finalmente ricambia l’enorme fiducia datagli da Spalletti in questi mesi (già 5 gol per l’attaccante bosniaco).

La Juventus ha già ben 10 punti in più dello scorso campionato (il Napoli 2) e, dei 4 gol subiti, solo uno è stato realizzato (Perisic) su azione manovrata.

In poche parole sembra già evidente che la fortissima retroguardia bianconera segni la differenza con le altre squadre: questo permette alla squadra di Allegri, pur non esaltando gli esteti del calcio, di vincere le partite concretizzando nei secondi tempi (Lazio, Palermo, Empoli), quella superiorità tecnica ampliamente riconosciuta ad inizio campionato.

Dal Napoli di Sarri (bellissimo da vedere nel 90% delle partite) non si può, invece, pretendere di mantenere ritmi altissimi e concentrazione al massimo per 38 partite: la giovane età della squadra ed il dispendio di energie dovuto alla Champions rendono quasi impossibile questa impresa. Solo col tempo, forse, con gli innesti nella macchina (quasi) perfetta di Sarri dei vari Giaccherini, Rog, Diawara e Tonelli (tanto per citare i giocatori che non sono mai partiti dal primo minuto), si potrà vedere un Napoli sempre a ritmi elevatissimi e con pochi palloni persi ( a Bergamo sono stati più di 60…).

Nel frattempo, mentre De Boer cerca una identità per l’Inter, mentre Sarri “aspetta” i nuovi acquisti e mentre Spalletti resta in perenne attesa della miglior Roma, la Juve, con quattro punti di vantaggio, saluta e se ne va…