“Volare”, Gennaro Cannavacciulo canta Modugno

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NAPOLI- Sentimenti ed emozioni forti per l’inaugurazione della nuova stagione del Teatro Delle Palme, dove, grazie allo spettacolo cult “Volare” di un artista a tutto tondo come Gennaro Cannavacciulo, il pubblico ha potuto magicamente rivivere la storia di un personaggio simbolo della grande canzone italiana come Domenico Modugno. Un recital, quello di Cannavacciuolo (premio ETI 2009 Olimpici del Teatro come attore non protagonista) che con la regia di Marco Mete ed il titolo “Volare”,  ha proposto una fascinosa reinterpretazione personale capace di percorrere i grandi sentieri artistici dell’indimenticabile Mimmo nazionale. Accompagnato dal conivolgente “Trio Bugatti” formato da Marco Bucci al pianoforte, Francesco Marquez al violoncello ed Andrea Tardioli al clarinetto e sax contralto, il trascinante Cannavacciulo ha regalato alla platea dapprima una generosa dose di quelle canzoni dialettali e macchiettistiche come “O Cafè”, “La donna riccia”, “La Cicoria”, “U Pisci spada” ed “Io mammeta e tu” e poi, nel nome della sua musa Pupella Maggio, dei monologhi teatrali ed un suggestivo dialogo tra madre e figlio tratto dalla commedia musicale “Tommaso D’Amalfi” di Eduardo de Filippo, dove la voce registrata della straordinaria interprete eduardiana rappresenta ancora oggi il grande dono che la stessa volle fare al suo pupillo Gennaro. Per tutti, fino  a domani sera alle 18.30, al Teatro Delle Palme,  con la direzione artistica firmata “Suoni e Scene” di Bruno Tabacchini, uno spettacolo ricco di suggestioni e di preziosimi stilistici  che nella seconda parte, con una atmosfera quasi brechtiana, lascia spazio alle celebri canzoni d’amore lanciate dal mito Modugno come “Vecchio Frac”, “Tu si na cosa grande”, “Resta cu mme” e “Nel blu dipinto di blu” che vede il protagonista  Cannavacciuolo cimentarsi con successo in un Tip Tap inneggiante al grande Fred Astaire. Perfettamente in bilico tra i momenti comici e quelli sottilmente melanconici, così come tra gli aspetti gioiosi e  quelli dedicati alle suggestive evocazioni poetiche, lo spettacolo coinvolgente ed interattivo, ha decisamente conquistato gli spettatori della storica sala di via Vetriera a Chiaia, che hanno applaudito convinti e soddisfatti.  Incline ai veloci cambiamenti scenici e davvero ben calato nei panni del grande protagonista della storia della canzone italiana moderna, Cannavacciuolo che porta avanti lo spettacolo “Volare” da circa trent’anni,  ha convinto per misure e garbo aggiungendo la sua personale quota a quella di un’icona della canzone senza tempo, con rispetto e devota sapienza.  Unendo insieme come in una sola magica pozione, parole, canzoni e musica, Gennaro Cannavacciulo parafransando il titolo dello stesso spettacolo ha fatto “Volare “ il pubblico, lo stesso che tra  testi passionali in dialetto e in lingua, ha ritrovato gli stilemi di un’arte di cui nonostante l’imperante modernità, abbiamo tutti tremendamente bisogno per curare spirito e corpo.