Elezioni in Austria: vince la Destra, Sebastian Kurz cancelliere

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L’ÖVP e l’FPÖ, di centrodestra ed estrema destra, hanno ottenuto la maggioranza dei voti: quasi certamente governeranno insieme con Sebastian Kurz come cancelliere.

In Austria I cittadini con diritto di voto sono 6,4 milioni (lì si può votare già da 16 anni): l’affluenza è stata del 67,6 per cento; nel 2003, alle precedenti elezioni, fu del 75 per cento. Il partito di estrema destra FPÖ ha ottenuto il 27,4 per cento dei voti, diventando secondo partito e distanziando di poco il partito socialdemocratico, che è stato votato dal 26,7 per cento degli elettori. ÖVP e FPÖ potrebbero formare una loro maggioranza di governo in Parlamento, cosa che potrebbe consentire a Sebastian Kurz, il giovane leader dell’ÖVP, di diventare cancelliere.

I candidati alla carica di cancelliere erano dieci, ma il favorito era Sebastian Kurz (ÖVP): nato il 27 agosto del 1986 a Vienna, si è iscritto a Giurisprudenza ma non si è laureato e nel 2009 è diventato capo della sezione giovanile del suo partito. Nel 2011, a 25 anni, è stato nominato sottosegretario agli Interni con delega all’Integrazione, poi ministro degli Esteri a 28 anni e infine è diventato il leader dei popolari (questa sua carriera così rapida e le sue importanti nomine sono state molto criticate, vista la giovane età e il suo basso grado di scolarizzazione). Ora dovrebbe diventare il più giovane capo di governo nella storia d’Europa e il leader mondiale più giovane.

L’Austria è uno tra i paesi d’Europa in cui sono state presentate più richieste di asilo e in cui l’8 per cento della popolazione è musulmana (una percentuale piuttosto alta). I dati dicono anche che un terzo degli austriaci non vorrebbe avere un musulmano come suo vicino di casa e negli ultimi anni è infatti cresciuto il sostegno ai movimenti e ai partiti xenofobi. Anche i partiti che hanno tradizioni ben lontane da questa retorica hanno però progressivamente adattato i loro discorsi alla generale diffidenza e al crescente populismo di destra.

Kurz ha sostenuto e fatto approvare una legge in vigore dal primo ottobre che vieta il burqa (la «Legge contro la copertura del volto»), fa riferimento a delle «società parallele» che starebbero emergendo nel paese e durante una visita a Malta come ministro degli Esteri ha criticato apertamente la «follia delle ong» che favorirebbero i trafficanti di migranti. Ha chiesto poi la chiusura della rotta del Mediterraneo, minacciando anche di bloccare il Brennero, e nel febbraio del 2016 è stato l’organizzatore di un incontro a Vienna tra i ministri degli Esteri e degli Interni di Slovenia e altri 8 paesi balcanici per discutere una strategia comune sulla cosiddetta “rotta balcanica” dal Medio Oriente verso l’Europa occidentale. Al termine della conferenza i dieci paesi avevano diffuso un documento congiunto in cui si erano accordati per inasprire i propri controlli alle frontiere con l’obiettivo di ridurre gli arrivi. La Grecia, che non era stata invitata all’incontro, aveva richiamato il proprio ambasciatore in Austria.