Catalogna, Puigdemont chiede asilo politico in Belgio

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Puigdemont chiede asilo politico in Belgio

Oltre a Puigdemont e 5 ministri sott’accusa altri 13 membri del governo regionale “per aver consentito la dichiarazione d’indipendenza”.

Carles Puigdemont, l’ex presidente della Catalogna, che doveva passare alla storia e venerdì ha cantato insieme ai parlamentari l’inno dopo avere votato la nascita della Repubblica della Catalogna, è scappato a Bruxelles. José Manuel Maza, procuratore generale spagnolo, ha chiesto l’incriminazione per il presidente catalano destituito Carles Puigdemont con l’accusa di ribellione, sedizione e malversazione. Denunciati anche i ministri del suo governo per aver permesso la dichiarazione d’indipendenza, inclusa l’ex presidente della Camera Carme Forcadell e i membri dell’ufficio di Presidenza, anche loro sono sotto accusa per sedizione e ribellione. Puigdemont Catalogna, "si" all'indipendenza.Ma è notizia nelle ultime ore che il presidente catalano si è trasferito in Belgio chiedendo asilo politico al ministro belga alla Migrazione Theo Francken. Il viaggio a Bruxelles di Puigdemont al momento non preoccupa Madrid, per il governo spagnolo è importante che Puigdemont sia lontano dal Palau de la Generalitat. Su Instagram Puigdemont aveva invece pubblicato una foto scattata dal cortile interno del Palau de la Generalitat, ma evidentemente era stata scattata nei giorni scorsi.

I magistrati di Madrid accusano altri 14 membri del Govern e sei parlamentari. Qualora non si dovessero presentare dinanzi ai giudici, la misura che le autorità di polizia spagnole sono autorizzate a prendere è la “detenzione immediata” e rischiano dai 15 ai 30 anni di carcere.

La richiesta di incriminazione è stata presentata all’Audiencia Nacional a Madrid, per Puigdemont e il resto del Govern, e davanti al Tribunal Supremo contro la presidente del Parlament, Carme Forcadell, e gli altri membri della Mesa, la capigruppo parlamentare che permise di mettere ai voti la dichiarazione di indipendenza. Il Tribunale poi dovrà decidere se accettare o meno la richiesta del procuratore generale. Inoltre la procura ha chiesto anche il sequestro cautelare di beni pari a 6,2 milioni di euro, relativo ai costi del referendum.

L’esecutivo di Barcellona è formalmente destituito, ma al momento non ci sono state altre reazioni eclatanti dai membri della Generalitat. Josep Rull, l’ex ministro per il territorio e la sostenibilità e la ex presidente della Camera Carme Forcadell si sono recati ugualmente in ufficio, come fosse un giorno normale. Ma i Mossos d’Esquadra avvertono: “Avranno solo il tempo di prendere documenti ed effetti personali”.

Anche il rappresentante della Catalogna presso l’Unione europea, Amadeu Altafaj, ha rassegnato le dimissioni, congedandosi con una lettera in cui ha parlato di “delusione” e affermato l’identità europea dei 7,5 milioni di catalani.