Bridgewater scommette 713mln al ribasso su banche italiane

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Il settore bancario è finito sotto i riflettori nelle ultime settimane sui timori di un inasprimento delle regole sui Npl.

L’hedge fund Bridgewater Associates ha scommesso 713 milioni di dollari sul ribasso di 5 testimonial del settore bancario italiano (Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco Bpm, Bper e Ubi Banca) e su Generali Assicurazioni. Lo riporta Bloomberg aggiungendo come si tratti della scommessa più ampia in Europa del maggiore hedge al mondo.

Il settore bancario è finito sotto i riflettori nelle ultime settimane sui timori di un inasprimento delle regole sui Npl (non performing loans) come annunciato dalla Bce. Stiamo parlando dei crediti delle banche per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza che per ammontare dell’esposizione. I non performing loans (prestiti non performanti) sono attività che non riescono più a ripagare il capitale e gli interessi dovuti ai creditori. Si tratta in pratica di crediti per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza che per ammontare dell’esposizione. I non performing loans nel linguaggio bancario sono chiamati anche crediti deteriorati e si distinguono in varie categorie fra le quali le più importanti sono gli incagli e le sofferenze. Banca d’Italia definisce le sofferenze come crediti la cui riscossione non è certa da parte degli intermediari che hanno erogato i finanziamenti perché i soggetti debitori risultano in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni equiparabili. Per ovviare a questo genere di rischi di solito gli intermediari creditizi accantonano delle riserve apposite in proporzione al credito a rischio e alla sua condizione. In considerazione di ciò la Banca centrale europea si prepara a introdurre parametri più stringenti per le sofferenze delle banche, problema del quale soffrono in particolare gli istituti italiani che stanno cercando faticosamente di affrontarlo.

A partire dal 2018 gli accantonamenti dovranno coprire l’intera perdita potenziale sui prestiti deteriorati non garantiti che non sono sostenuti da collaterale dopo due anni e dopo sette anni nel caso di crediti a rischio garantiti. Le nuove linee guida si applicheranno ai prestiti che sono classificati come non in esecuzione a partire da gennaio e per quanto questi nuovi parametri non siano vincolanti, le banche “sono tenute a spiegare eventuali deviazioni” e a presentare un rapporto di conformità almeno annualmente.

Dopo le indiscrezioni della vigilia di Bloomberg, la Bce ha pubblicato oggi un’aggiunta alle proprie istruzioni rese note il 20 marzo su come gestire i crediti in sofferenza delle banche. Le istruzioni – che sono ora oggetto di pubblica consultazione fino all’8 dicembre – riguardano solo i nuovi crediti deteriorati e non quelli già presenti nello stock. Nello specifico sono oggetto del documento tutte le nuove esposizioni il cui status verrà cambiato da performing a non performing a partire dal 1 gennaio 2018 “indipendentemente da come erano classificate in precedenza”. Le banche dovranno prendere in considerazione per quanto tempo i crediti sono in sofferenza e la valutazione dell’eventuale collaterale.