Alitalia, prorogato il “prestito ponte”. Attese le offerte di interesse

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Le sfide delle grandi aziende nel 2018: Ilva, Alitalia, Leonardo, Fincantieri

Rimandata la scadenza del “prestito ponte”. Nell’offerta di Lufthansa previsto taglio di circa 6mila lavoratori su 12mila dipendenti Alitalia.

Slitta la scadenza del  “prestito ponte” di Alitalia. Le somme prestate dovranno essere restituite il 30 settembre 2018 (invece del 2 novembre 2017), e il termine concesso ai commissari straordinari per ottenere con il negoziato un miglioramento dell’offerta d’acquisto viene spostato al 30 aprile (ripetto al 5 novembre 2017). Con le novità contenute nel decreto fiscale approvato dal Consiglio dei ministri, il governo ha deciso di concedere più tempo per concludere la cessione di Alitalia. Oggi 16 alle 18 scade la presentazione delle offerte vincolanti, e senza le novità del Dl fiscale, la compagnia il prossimo 2 novembre avrebbe dovuto rimborsare la somma stimabile in poco più di 658 milioni di euro. Il decreto fiscale approvato dal consiglio dei ministri ha esteso sino al 30 aprile 2018 il termine per concludere le procedure di cessione dei complessi aziendali facenti capo ad Alitalia (e delle altre società del medesimo gruppo in amministrazione straordinaria). Con l’allungamento dei tempi, anche il prestito statale si arricchisce di ulteriori 300 milioni di euro che serviranno a «garantire la continuità del servizio di trasporto aereo sino all’effettivo trasferimento dei complessi aziendali», spiega un comunicato di Palazzo Chigi. Una volta individuato l’acquirente, bisognerà attendere il pronunciamento dell’Antitrust per completare l’operazione: per questo motivo è stata concessa una dilazione dei termini, fino al 30 settembre, per la restituzione del prestito. Inoltre in vista dell’apertura delle buste, attesa per stasera, secondo le indiscrezioni gli interessi dei pretendenti sono rivolte al lotto aviation (attività di trasporto aereo, compresa la manutenzione) e handling (servizi aeroportuali), mentre nessuno avrebbe espresso interesse per l’acquisto in blocco dell’intera compagnia. Nella rosa di nomi figura Lufthansa che ha confermato l’interesse per la cessione di Alitalia. Sembrerebbe che l’offerta di Lufthansa per Alitalia ammonti a 500 milioni di euro e riguarda la sola parte avation, ossia la flotta, i piloti, gli assistenti di volo e gli slot. Prevede, però, anche il dimezzamento del personale, la riduzione delle attività di corto e medio raggio, da anni in perdita per la forte concorrenza della low cost, e un ruolo ancora da definire di Etihad, l’ex azionista di minoranza con il 49%. I numeri sono quelli forniti al Corriere della Sera da tre fonti alla vigilia della scadenza, per le 18 di oggi, dei termini per presentare delle proposte di acquisto di tutta o parte della compagnia di bandiera. Il governo, sempre secondo le stesse fonti, sarebbe però intenzionato a respingere l’ipotesi tedesca, considerando “i sacrifici occupazionali intollerabili”. Si tratterebbero di 6mila tagli al personale. L’idea dell’esecutivo sarebbe quella di spostare il confronto a dopo il voto, in calendario marzo prossimo, negoziando sulla riduzione dei dipendenti in cambio dell’ingresso di fondi, come Cassa depositi e prestiti. Il problema è il personale e quello di terra presenta numeri troppo grandi. Con la concorrenza negli aeroporti, quindi, bisogna ipotizzare tagli ai dipendenti. Questo comporta un’incognita sul futuro di circa 6mila lavoratori su 12mila, praticamente la metà del totale.