Curiosità: le macchie rosse sulla pelle di Michael Phelps? È la cupping therapy

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La pelle di Michael Phelps e di altri atleti, marchiata con cerchi rossi, ha attirato l’attenzione di tutti i telespettatori di Rio 2016. Quelle macchie non sono altro che i segni lasciati dalla cupping therapy o coppettazione, una tecnica della medicina cinese usata per alleviare dolori e tensioni muscolari. La gara era la staffetta olimpica 4×100 stile libero di nuoto dove il fuoriclasse americano ha vinto il suo diciannovesimo oro olimpico. Quando Phelps è stato inquadrato per aiutare il suo compagno Nathan Adrian a uscire dall’acqua, la regia televisiva dei Giochi ha mostrato una mezza dozzina di segni circolari rossi sulla spalla destra del campione. Qualcuno ha rilanciato dal suo profilo Instagram una foto che ha aiutato a risolvere il mistero di quella specie di lividi. Nella foto si vede Phelps disteso di spalle su un lettino con una serie di coppette sulle gambe.

La coppettazione è una pratica terapeutica propria della Medicina cinese e fa parte delle pratiche terapeutiche esterne. Introdotta verso il II secolo d.C., la Coppettazione è una metodica molto utilizzata per la sua potente azione disperdente e mobilizzante che si addice molto alle algie da Freddo/Umidità o da Calore/Umidità e da traumi. La coppetta è costituita da un vasetto di vetro o ceramica o bambù del diametro di 5 cm circa che viene applicata sulla cute in precisi punti o aree per ottenere l’effetto terapeutico. La coppettazione non ha una base scientifica e sembra efficace solo nel controllo del dolore., nonostante anche per questa indicazione le evidenze di efficacia siano piuttosto deboli. La tecnica non è esente da effetti collaterali (anemia, iperpigmentazione, embolia, ustione, panniculite, ascessi cutanei e meningei).

L’applicazione può avvenire in due modi principali:

Accendendo un fiammifero introducendolo all’interno della coppetta in modo che l’aria presente all’interno di essa riscaldandosi, si espanda, raffreddandosi e ricontraendosi poi allo spegnimento dello stesso e creando una bassa pressione con un effetto di risucchio. Il fiammifero rimarrà all’interno della coppetta per almeno un secondo intero e, dopo aver fatto ciò, con rapido movimento la si applica sul punto prescelto. Se si tardasse troppo tempo ad applicare la coppetta sulla pelle, l’aria nella coppetta si raffredderebbe subito richiamando altra aria circostante e si perderebbe l’effetto di aspirazione necessario per farla aderire alla cute. Il principio per il quale la coppetta aderisce alla cute, infatti, è l’effetto di risucchio citato.

Inserendo all’interno della coppetta un piccolo batuffolo di cotone intriso d’alcol etilico al quale viene dato fuoco. Il calore generato dal fuoco farà espandere l’aria creando una ridotta pressione. Trascorso un secondo circa dopo l’accensione del batuffolo, la coppetta deve essere applicata. Il fuoco al suo interno si spegnerà all’istante, soffocato dalla mancanza di ossigeno bruciato rapidamente nella coppetta. Se si tardasse troppo la coppetta si riscalderebbe eccessivamente arrecando danno alla cute del paziente.

Mobile ovvero che possa scorrere sulla cute in aree abbastanza estese. Perché ciò possa avvenire occorre che la cute sia oliata con dell’olio di sesamo o di cocco o d’oliva. Questa tecnica viene utilizzata per la soluzione delle sindromi ansioso-depressive e la coppetta viene applicata sul dorso nella sede dei punti della catena esterna della parte dorsale del meridiano di Vescica, dove vi sono i punti ad azione psichica.

La tecnica dello scorrimento si rivela particolarmente efficace anche nel trattamento della cellulite. L’effetto ventosa che si ottiene, infatti, ha il potere di rimuovere i ristagni di liquidi e tossine, di riattivare la circolazione sanguigna e di ridare una salutare energia vitale a tutto l’organismo. La trazione del muscolo, inoltre, assicura un’efficace azione di rimodellamento del corpo.