Riflessioni e risate amare al Madrearte con “La voce del Rifiuto” di Antonio Diana

176
Riflessioni e risate amare al Madrearte con
Antonio Diana nella foto di Pino Attanasio

“La voce del rifiuto”, lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Antonio Diana arriva al Teatro Madrearte di Villaricca. 

Teso a rappresentare con un singolare stile drammaturgico una realtà amara e complessa, “La voce del rifiuto” scritto, diretto e interpretato da Antonio Diana nel Teatro Madrearte di Villaricca, mantiene viva tutta la forza di un autore in grado di affondare deciso la sua penna nei mali di una società allo sbando.

Tant’è che giungendo nell’interessante spazio di Villaricca, il lavoro, porta in scena, attraverso il problema dei rifiuti e dell’inquinamento dell’ambiente, i tristi tratti della genesi di un dramma decisamente umano.

Riflessioni e risate amare al Madrearte con "La voce del Rifiuto" di Antonio Diana
Antonio Diana nella foto di Pino Attanasio

Ed è lo stesso autore, attore, cantante e ventriloquo Diana, a saper condurre in palcoscenico tutte le trepidazioni e i turbamenti di chi, riesce a intravedere lo spettro di un mondo deserto ed avvelenato. Offrendo fantasticamente un corpo e una voce ai rifiuti di una discarica pronti a ribellarsi alla stoltezza umana, Diana, riesce a far funzionare al meglio la meccanica di una messinscena complessa e psicologicamente accattivante.

Fondendo magicamente insieme le arti della recitazione e della canzone, con la tecnica della ventriloquia, Diana, incarnando a turno (lasciandole parlare e protestare) cose apparentemente inanimate come i sacchetti della spazzatura, le ecoballe, la diossina, gli inceneritori e le pericolose particelle pm10, regala al pubblico una prova avvincente e ricca di significati e denunce.

Assistendo alle peripezie di mondo alla deriva dove i rifiuti tossici parlano all’umanità incitando al corretto smaltimento e al riciclo, lo spettacolo di Diana, riportando alla ribalta il tormentato problema della “Terra dei fuochi” insieme alla necessità di un futuro ecologicamente migliore, produce nella mente di tutti gli spettatori la visione di un mondo avvelenato indicando nel contempo le possibili soluzioni nel nome della vita e della salvezza della terra.

Una storia avvincente, quella dello spettacolo, una vicenda quasi fiabesca immaginariamente scaturita dal sogno di un bambino descritto in un tema scolastico che, con i suoi rifiuti pensanti si trasforma in un preciso atto di accusa per una civiltà malata.

Con le musiche originali di Salvatore Pisano, Giuseppe D’Ario e Gaetano Fierro e ancora con Francesco Bellella come assistente di scena e Antonio Dell’Isola impegnato con l’audio e le luci, la messinscena “La voce del Rifiuto”, piace, fa pensare, fa ridere e riflettere.

Grazie al suo artefice Diana, il lavoro si identifica in un preciso grido d’allarme per la situazione rifiuti, mostrandosi nel contempo più che adatto anche per un pubblico giovane e per una platea scolastica, come una forma teatrale pronta a insegnare e informare nel nome di un mondo pulito e privo di veleni.