Jeanne Moreau, un ricordo dell’icona del cinema francese

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Jeanne Moreau, un ricordo dell'icona del cinema francese

Un anno fa moriva Jaenne Moreau: l’attrice ha interpretato alcuni dei film più belli della storia della cinematografia francese, rappresentando le inquietudini e la libertà del Novecento.

E’ già passato un anno dalla scomparsa di Jeanne Moreau, classe 1928, ma il suo sorriso sorprendente e penetrante è ancora vivo nella nostra memoria, una memoria fatta di grandi film che hanno segnato un’epoca e cambiato la storia del cinema francese. Figlia di un ristoratore di Montmatre e di una ballerina inglese delle “Folies Bergères”, la celebre attrice francese debuttò a teatro nel 1947, nella città di Avignone, che le aprì la strada verso la carriera artistica. Quella stessa carriera che la porterà a diventare nel giro di qualche anno, una delle attrici più brave e sensuali che il cinema abbia mai avuto. Non era dotata di quella bellezza che oggi potremmo definire “convenzionale” (la sua statura infatti non arrivava al metro e sessanta), tuttavia aveva capito da subito che la sua vera passione e vocazione era il teatro, e così iniziò a studiare con impegno alla Comédie Francaise, con una piccola parte al cinema con il grande Fernandel. Dopo aver interpretato più di una decina di film, arrivò finalmente la svolta.Jeanne Moreau, un ricordo dell'icona del cinema franceseFondamentale fu l’incontro con il regista Luis Malle che la volle come protagonista assoluta del suo film/capolavoro d’esordio Ascensore per il patibolo del 1958, che la proiettò verso quel successo mondiale che la trasformò di lì a poco in una vera star del cinema. E fu proprio con questo film, la cui colonna sonora fu scritta apposta dal grande musicista statunitense jazz Miles Davis, uno dei suoi numerosi amori, che la Moreau capì il valore e le potenzialità del cinema, un cinema ancora “puro” che poteva costruire storie fatte di indimenticabili capolavori.

Jeanne Moreau, i suoi film capolavoro: Julies & Jim e La notte

E proprio di capolavori tratteremo adesso, nei suoi successivi lavori cinematografici, fatti di incontri magici con i più grandi registi dell’epoca. Dopo il suo secondo film con Malle, Les amants, sempre del 1958, la consacrazione avvenne con uno dei film più belli e famosi di Francois Truffaut, padre della Nouvelle vague, Julies & Jim del 1962, dove diventò l’icona di un nuovo modo di essere donna, in quel triangolo amoroso e anomalo che per quei tempi suscitò non poche polemiche, e la collaborazione con il celebre regista francese fu totale, perfetta e incondizionata. Tornerà infatti a lavorare con Truffaut nel 1968, nel film drammatico La sposa in nero interpretando la protagonista Julie, che a poco a poco uccide con sconcertante freddezza, tutti coloro che si sono resi responsabili della morte del marito, recitando con una disinvoltura e una sensualità davvero uniche.Jeanne Moreau, un ricordo dell'icona del cinema francese La sua forte capacità di lavorare sul set con estrema professionalità e bravura la porterà a lavorare anche con Michelangelo Antonioni che la volle protagonista accanto a Marcello Mastroianni nel film drammatico La notte, della celebre trilogia che Antonioni dedicò alla cosiddetta “incomunicabilità” insieme ai successivi L’avventura L’eclisse. Questo film, del 1961, Orso d’oro al Festival di Berlino, si aggiudicò anche il Nastro d’argento e il David di Donatello. Orson Welles, che la definì “la migliore attrice del mondo”, fu la protagonista del suo film Il processo del 1961, con il quale ritornerà a lavorare nel Falstaff, del 1965.

Jeanne Moreau, icona di libertà e coraggio

La sua lunga carriera, quindi, è costellata di numerosi successi la cui forte personalità non ci permette di considerarla “solo” un’attrice. Jeanne Moreau era soprattutto una donna dotata di un fascino che la rendeva unica nel suo genere, ha rappresentato quel manifesto di libertà e di coraggio che non tutte le donne della sua generazione avevano, ha fatto sognare tanti uomini, diventando l’emblema di quella che oggi possiamo definire, un’icona incontrastata di una società che iniziava a ribellarsi ai conformismi e alle stupide ossessioni puritane di un mondo che stava cambiando.

Solo nel 1998 fu deciso di conferirle l’Oscar alla carriera e fu accolta a Hollywood proprio da un’altra grande donna del cinema americano, Sharon Stone, che con visibile gioia ed evidente emozione, consacrò nell’albo mondiale del cinema internazionale questa grande donna di cinema.