Deadpool 2, Ryan Reynolds torna nei panni dell’“anti-eroe”

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Deadpool 2, Ryan Reynolds torna nei panni dell’“anti-eroe”

Ryan Reynolds: l’attore interpreta in Deadpool 2 il super-eroe ironico e dalla battuta sempre pronta.

A due anni dal primo film, Ryan Reynolds è tornato a vestire il “costume” in Deadpool 2, il supereroe più insolente e sboccato di sempre. Diretto da David Leitch, al centro della storia c’è Wade Wilson-Deadpool, il quale, nonostante una vita difficile segnata dal cancro e da un volto sfigurato da una terribile cicatrice, affronta la vita sempre col sorriso e la battuta pronta.Deadpool 2, Ryan Reynolds torna nei panni dell’“anti-eroe” Nel cast compaiono anche due nuovi personaggi legati all’universo Marvel: Neena Thurman (alias Domino) e Russell “Rusty” Collins (alias Firefist): la prima (interpretata da Zazie Beetz) è una cinica mercenaria, mentre il secondo (interpretato da Julian Dennison) è un giovane mutante cresciuto in un orfanotrofio gestito da un folle (impersonato da Eddie Marsan). Quest’esperienza l’ha fortemente segnato, infondendogli una rabbia incontrollabile verso il mondo. Il suo super-potere consiste nel sparare palle di fuoco dalle mani.

Tornano inoltre il saggio Colosso e la punk Testata Mutante Negasonica (Brianna Hildebrand). E poi c’è Cable (Josh Brolin), un cyborg mutante proveniente da un misterioso futuro e deciso a fare del male a un mutante della cerchia di Deadpool.

Come lo stesso Ryan Reynolds ha spiegato a Coming Soon, Deadpool (da due settimane nelle sale) è sotto sotto un vero film per famiglie sui buoni sentimenti: il tasso di cattiveria e scorrettezza sembra inferiore rispetto al primo. C’è inoltre qualcosa di assai apprezzabile in Deadpool 2, che lo rende un anticorpo intrigante nel mondo dei blockbuster attuali.

Concentrarsi sulla scorrettezza politica del personaggio, sulla violenza o sulla demenzialità può infatti far cadere nella trappola di classificare Deadpool 2 tra le parodie. In effetti invece la forza del film, forse più evidente che nel film precedente, è la capacità di conciliare un umorismo metalinguistico con una certa solidità poetica del personaggio, la cui umanità emerge in tutti i suoi aspetti.