Tazzulella ‘e cafè patrimonio Unesco: parte la raccolta firme

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Dopo la pizza, parte la raccolta di firme per rendere patrimonio Unesco un altro elemento fondamentale della tradizione napoletana: ‘a tazzulella ‘e cafè.

In occasione della “Giornata del Caffè sospeso” presso il Gambrinus di Napoli è iniziata ufficialmente la raccolta firme per chiedere il riconoscimento Unesco del caffè tipico napoletano e della sua tradizione. A organizzare ieri l’evento, la “Rete del caffè sospeso”. Con l’intento di promuovere nei bar e nelle caffetterie di tutta Italia l’usanza solidale di lasciarlo pagato per chi non può permetterselo.

La manifestazione è stata coordinata da Massimiliano Rosati e Michele Sergio, padroni di casa al Gambrinus. E sostenuta da Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi e tra i promotori del caffè sospeso a Napoli.

“Il caffè tipico napoletano e il modo in cui viene realizzato è un’altra eccellenza che merita un riconoscimento internazionale – ha dichiarato Borrelli – . Non solo per tutelarlo da improbabili imitazioni che si trovano in tutto il mondo, ma anche perché a lui sono legati tanti importanti momenti culturali della nostra città. Basti pensare ai tributi che questa bevanda ha ricevuto dalle scritture teatrali di Edoardo De Filippo ai film di Totò. Solo per citarne alcuni”.

“Abbiamo già parlato con Pier Luigi Petrillo, capo delegazione che ha portato in Italia il riconoscimento dell’arte della pizza. Per preparare questa nuova importantissima candidatura”. Le parole di conferma di Borrelli, al fianco del consigliere comunale dei Verdi, Marco Gaudini, presidente della Commissione ambiente.

“Un legame tra cultura partenopea e caffè – spiegano Michele Sergio e Massimiliano Rosati del Gambrinus – che deve essere suggellato dal più alto dei riconoscimenti come accaduto per l’arte della pizza”. Insomma, dopo la pizza napoletana, riconosciuta ufficialmente quale patrimonio Unesco, è quanto mai d’obbligo procedere con una buona “tazzulella ‘e cafè”.