Allarme Smog: il 53% delle città supera la soglia dei Pm10

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Napoli, stop alle auto dal 1 ottobre per combattere lo smog

Lo smog ha riportato l’allerta sulle polveri sottili in tutte le città italiane. Legambiente denuncia la lentezza delle istituzioni e la mancanza di politiche efficaci per contrastare l’inquinamento.

di Chantal Collaro – Oggi il comune di Torino ha revocato il blocco dei veicoli diesel (Euro 3,5 e 5) solo dopo l’arrivo di un vento provvidenziale e di pioggia che hanno riportato sotto il livello di guardia la concentrazione dello smog nell’aria. Allarme Smog: il 53% delle città supera la soglia dei Pm10Le perturbazioni hanno portato un breve sollievo anche a Milano dove ieri era iniziata la protesta delle mascherine bianche organizzata dai cittadini che hanno deciso di raggrupparsi ogni sera, dalle 18.30 alle 19.30, sotto il Palazzo Marini per dire “no allo smog” e costringere la municipalità ad affrontare in modo efficace l’emergenza. Nonostante la tregua del meteo, il comune di Milano ha comunque deciso di mantenere il blocco del traffico di fronte alle previsioni dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente). L’emergenza Smog non risparmia il Sud del paese dove il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e di Avellino, Paolo Foti, hanno firmato ordinanze di limitazione al traffico.

Allarme Smog: il 53% delle città supera la soglia dei Pm10Legambiente ha ribadito alle istituzioni le sue proposte antismog per ridurre le emissioni inquinanti legate alle auto e al traffico. Azioni che si articolano sostanzialmente su 6 punti: un nuovo tracciato delle città al fine di favorire gli spostamenti a piedi e in bicicletta per via di reti ciclabili che attraversino le città; una rete di trasporti pubblici più affidabile ed efficiente con il rinnovamento del parco pubblico circolante; la riduzione dell’utilizzo dell’auto; il via ai diesel e veicoli più inquinanti dalle città; il road pricing e ticket pricing, in modo da limitare l’ingresso nei centri abitati ai veicoli inquinanti e infine l’utilizzo delle moderne tecnologie per riscaldarsi senza inquinare l’ambiente.

Le città italiane soffocate e avvolte dallo smog come lo indica il dossier annuale di Legambiente, “Mal’Aria di città 2016”, sono ben 48.Allarme Smog: il 53% delle città supera la soglia dei Pm10 Nella regione Campania, cinque di queste città appartengono alla provincia di Napoli: la prima nella ‘lista nera’ è Pomigliano d’Arco (92 giorni di superamento di PM10), seguono San Vitaliano (74 giorni), Volla (53 giorni), Acerra (48 giorni) e Casoria (37 giorni). Ci sono poi Sparanise, in provincia di Caserta, con 36 giorni, e Nocera Inferiore (Salerno) con 43. Vicine al limite anche le città di Avellino e Caserta (33 giorni entrambe), ma anche Napoli (30 giorni). Migliore l’aria a Benevento e Salerno, che hanno superato il limite per 17 e 14 giorni.

In questi giorni si sta svolgendo a Parigi, il vertice C40, il Cities Climate Leadership Group, la più importante rete mondiale di area metropolitane,  presidiata dal sindaco della città di Parigi, Anne Hidalgo, che riunisce oltre 90 sindaci, di cui il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il cui scopo è di prendere misure adeguate sulla qualità dell’aria nelle città.

Il co-presidente dell’Associazione « Respire” (respirare), l’Associazione nazionale per la prevenzione e il miglioramento della qualità dell’aria, Franck-Olivier Torro, ha spiegato ai microfoni di FranceInfo : « L’interesse di una tale riunione è che i sindaci possono stimolarsi reciprocamente e prendere iniziative per rendere le grandi città più vivibili”. Franck-Olivier Torro ha aggiunto: “è una cosa molto importante visto che oggi le città hanno sempre più poteri per contrastare l’inquinamento”.

L’aria che si respira in città ha un impatto importante sulla salute pubblica. La rivista scientifica di ambito medico Lancet, ha pubblicato la settimana scorsa i risultati di una ricerca condotta da 47 scienziati di tutto il mondo, secondo la quale le malattie causate dall’inquinamento siano state responsabili di 9 milioni di morti premature nel 2015, il 16% di tutti i decessi nel mondo, pari a tre volte il numero di morti dovute all’Aids, alla tubercolosi e alla malaria messe insieme, e a 15 volte quelle provocate da tutte le guerre e altre forme di violenza.