ANM, metro linea 6: tunnel troppo stretto per i nuovi treni

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ANM, metro linea 6: tunnel troppo stretto per i nuovi treni

Ultime notizie ANM Azienda Napoletana Mobilità: il tunnel troppo stretto ostacola la circolazione dei nuovi treni della linea 6.

di Luigi Maria Mormone – Nuovi problemi per ANM sul fronte della Linea 6 della metropolitana, chiusa dal 2013 per lavori di estensione della tratta ma che dovrebbe riprendere la sua circolazione entro la fine del 2018. Il condizionale è d’obbligo, perché la riapertura della metropolitana che collega Fuorigrotta a Mergellina sta subendo parecchi contrattempi. Come riportato da “Il Mattino”, a dicembre è prevista l’apertura delle stazioni San Pasquale e Arco Mirelli, mentre nel 2019 dovrebbe essere la volta di Chiaia. Tuttavia, c’è forte carenza di personale: sarebbero necessari 62 dipendenti, tra macchinisti, operai e agenti di stazione, al costo di 2,5 milioni l’anno, ma ANM non ha bandito nessun concorso, mentre per riqualificare quelli già in forza occorrono 6-8 mesi di formazione. Oltre al problema “umano”, c’è poi la questione treni: si tratta di 6 vecchi tram comprati per Italia ’90, riadattati a metropolitana, di cui oggi si fatica anche a trovare i pezzi di ricambio. C’è poi un altro problema, se possibile ancor più clamoroso, riguardante i nuovi treni: essi non possono essere utilizzati perché lunghi 39 metri, e non è possibile al momento farli scendere all’interno dei tunnel (che misura 27 metri). L’unica apertura si trova a Piazzale Tecchio, nei pressi della stazione Mostra, dove nel sottosuolo è stato realizzato un deposito-officina temporaneo e in cui sono attualmente posti i 6 treni-tram. Per farli accedere sulla linea occorrerà costruire un deposito a raso. Al momento, c’è solo un progetto, che prevede di realizzarlo nell’area Campegna-Arsenale (verso Bagnoli). Una volta affidato, serviranno almeno 5 anni di lavori. La conseguenza è che nelle nuove stazioni potranno circolare i treni di 30 anni fa. Inoltre, in assenza di un deposito, anche le manutenzioni si rivelerebbero complicatissime: questo perché l’officina interrata della Mostra non è dotata delle attrezzature necessarie per eseguirle.

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