venerdì, Agosto 12, 2022

Al Museo di Capodimonte la grande mostra monografica su Battistello Caracciolo

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Carlo Farina
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Carlo Farina - cura la pagina della cultura, arte con particolare attenzione agli eventi del Teatro San Carlo, laureato in Beni culturali, giornalista.

Dopo la recente inaugurazione (circa 15 giorni fa) della mostra dedicata all’artista di Terzigno (NA) Salvatore Emblema, questa mattina, 9 giugno, si è inaugurata anche la grande mostra monografica su Battistello Caracciolo, presso la Sala Causa del Museo di Capodimonte 

Il fermento culturale che anima i preziosi spazi del Museo di Capodimonte, non cessa di regalare ai visitatori mostre sempre più belle e interessanti come questa inaugurata stamattina e presentata in anteprima alla stampa. Allestita presso la sala Causa, sto parlando della grande mostra monografica su Battistello Caracciolo, raffinato artista (Napoli, 1578-1635) che più di altri ha incarnato gli insegnamenti di Caravaggio, al punto da ottenere la definizione di “patriarca bronzeo dei Caravaggeschi” dallo storico dell’arte e critico Roberto Longhi. 

L’esposizione, a cura di Stefano Causa e Patrizia Piscitello, nasce dall’idea di Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, con la collaborazione istituzionale di Mario Epifani, direttore del Palazzo Reale di Napoli e di Marta Ragozzino, direttrice regionale Musei Campania. In queste altre due sedi sono presenti opere di Battistello in un percorso espositivo legato alla mostra di Capodimonte, anche attraverso una bigliettazione congiunta per tutta la durata della mostra fino al 2 ottobre 2022. 

Circa 80 le opere allestite nella sala Causa, molte delle quali provenienti da istituzioni pubbliche, italiane ed estere, enti ecclesiastici e privati collezionisti. La mostra continua anche in due altre importanti sedi, la prima al Palazzo Reale deve sarà possibile visitare la sala del Gran Capitano, la cui

volta fu affrescata da Battistello Caracciolo con storie del primo viceré di Napoli, Gonzalo Fernández de Córdoba detto il Gran Capitano, inoltre i visitatori potranno riconoscere, tra i personaggi rappresentati nel riquadro con la scena raffigurante 𝘓’𝘪𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝘎𝘰𝘯𝘻𝘢𝘭𝘰 𝘥𝘦 𝘊𝘰́𝘳𝘥𝘰𝘣𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘮𝘣𝘢𝘴𝘤𝘪𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘕𝘢𝘱𝘰𝘭𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘰𝘧𝘧𝘳𝘰𝘯𝘰 𝘭𝘦 𝘤𝘩𝘪𝘢𝘷𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢̀, il ritratto di Michelangelo Merisi da Caravaggio, di cui il pittore napoletano fu uno dei primi seguaci, la seconda invece alla maestosa Certosa e al Museo di San Martino, dove il percorso della mostra si snoda tra le cappelle dell’ Assunta, di San Gennaro, di San Martino e nel Coro della Chiesa, oltre che nelle sale dedicate a Battistello nella galleria del Quarto del Priore. 

Questa mostra rientra in un programma di preziose esposizioni che porta avanti il Museo e Real Bosco di Capodimonte su artisti napoletani e non che però hanno avuto una stretta relazione con la città di Napoli, anche se fugace, come nel caso di Picasso e, più recentemente, Jan Fabre o Santiago Calatrava, e che hanno visto il loro lavoro influenzato da qualcosa di diverso o addirittura prendere una nuova strada, dall’esperienza napoletana. Dopo Luca Giordano, Vincenzo Gemito e Salvatore Emblema, tre artisti molto diversi tra loro, oggi è toccato a Battistello Caracciolo, mostre monografiche queste che spesso sono le prime in assoluto ad essere realizzate su questi artisti, contribuendo ad una migliore individuazione, se non proprio della Scuola, almeno di quell’ambiente napoletano, molto complesso e che evidentemente non può essere compreso solo da mostre strettamente filologiche che spesso occultano la complessità di una metropoli aperta al mondo come Napoli.Al Museo di Capodimonte la grande mostra monografica su Battistello Caracciolo

Pertanto e non a caso, ogni specifica mostra è influenzata da quelle che l’hanno preceduta per ciò che ci ha insegnato il suo soggetto, ma anche sull’arte di esporre, di raccontare e soprattutto sulla ricettività del pubblico, una . Ne abbiamo un esempio lampante con la mostra Oltre Caravaggio. Un nuovo racconto della pittura a Napoli, a cura di Stefano Causa e Patrizia Piscitello, inaugurata lo scorso 31 marzo, che ha certamente influenzato anche la mostra su Battistello Caracciolo, suggerendo l’introduzione di elementi di confronto con la scultura, un aspetto così importante che il direttore Bellenger ha voluto a tutti i costi inserire nel catalogo della mostra che, per questo motivo, non è stato ancora stampato.

Nato a Napoli nel 1578, dove muore nel 1635, Giovan Battista Caracciolo detto Battistello è il primo e il maggiore dei pittori cosiddetti caravaggeschi meridionali, tuttavia nel corso della sua vita di artista possiamo definirlo un “impuro”, un infedele  poiché a differenza del maestro, egli disegna, affresca e incide. Il pittore fu riscoperto con un celebre articolo del 1915 in due puntate sulla rivista l’Arte dal giovane Roberto Longhi (1890-1970).Al Museo di Capodimonte la grande mostra monografica su Battistello Caracciolo

Lo scrittore e storico d’arte di origine piemontese non rinnegherà mai la passione per il pittore, di cui riuscì a procurarsi, per la propria raccolta di quadri caravaggeschi, un’opera come il potente Seppellimento di Cristo – esposta in mostra (Firenze, Fondazione Longhi). Alcuni dei lavori più impegnativi dell’ultimo tempo del Caracciolo, negli anni 1630, sono tra i capolavori della pittura murale in Italia meridionale. Battistello, di fatto, si forma come frescante tra la fine del ‘5oo e i primi del ‘6oo e, come pittore ad affresco, conclude, con l’aiuto di una bottega, il suo percorso in alcune delle maggiori chiese della città.

Tra gli enti pubblici prestatori si ringraziano il Musée Cantonal des Beaux Arts di Losanna in Svizzera, la  Cathedral Museum di Mdina a Malta, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il National Museum di Stoccolma, l’Università di Torino, la Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Torino, la Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale di Urbino, le Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini e Galleria Corsini di Roma, la Galleria Borghese di Roma, il Museo di Palazzo Pretorio di Prato, la Galleria Regionale della Sicilia – Palazzo Abatellis di Palermo, la Pinacoteca di Brera di Milano, la Soprintendenza ABAP per le province di Cremona, Lodi e Mantova, la Soprintendenza ABAP della città metropolitana di Firenze e delle provincie di Prato e Pistoia, i Musei del Bargello di Firenze e la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, la Soprintendenza ABAP del Molise, il Ministero degli Interni – Fondo Edifici di Culto e le istituzioni campane come la Biblioteca e Complesso monumentale dei Girolamini a Napoli, il Pio Monte della Misericordia a Napoli, la Direzione regionale Musei Campania e la Certosa e Museo di San Martino a Napoli, la Soprintendenza ABAP del comune di Napoli e la Soprintendenza ABAP della città metropolitana di Napoli, la Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, il Museo Civico Gaetano Filangieri di Napoli, il Museo Correale Terranova di Sorrento.

Importante l’apporto della Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito per la storia dell’arte moderna a Napoli di Vaglia (Firenze), della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi di Firenze e della Collezione Michele Gargiulo. Fondamentali per la mostra i prestiti provenienti dagli enti ecclesiastici: la Collegiata di S. Maria di Ognissanti a Stilo (Reggio Calabria), la chiesa della Natività della Beata Maria Vergine Roccadaspide (Salerno), il Museo Diocesano di Cremona, la Chiesa di San Michele Arcangelo di Baranello (Campobasso), la Cattedrale di Santa Maria Assunta al Duomo di Napoli, la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo, la Cappella del Tesoro di San Gennaro, la Curia Arcivescovile di Napoli,  la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, la Chiesa Santa Maria Incoronatella della Pietà dei Turchini, la Chiesa del Gesù Vecchio, la Chiesa di Santa Maria della Stella, proprietà Ministero dell’Interno – Fondo Edifici di Culto, la Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, la Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio. Si ringraziano il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli e tutti i collezionisti privati.

Biglietto Mostra

20 euro cumulativo per il Museo e Real Bosco di Capodimonte, Palazzo Reale di Napoli e la Certosa e il Museo di San Martino, valido per un ingresso in ogni sito espositivo per tutta la durata della mostra, acquistabile  on line oppure on site  in ciascuno dei tre siti presso le relative biglietterie

info e prenotazioni: 848 800 288
da cellulare e dall’estero: 06 39967050 / www.coopculture.it

Biglietto solo per il Palazzo Reale di Napoli

intero: 10 euro;
 ridotto young (18-25 anni); 2 euro
gratuito (0-18 anni) e possessori Artecard


info e prenotazioni: 848 800 288 
da cellulare e dall’estero: 06 39967050

Biglietteria on line sul sito www.palazzorealedinapoli.org o direttamente sul sito www.coopculture.it

Orari dalle 9.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00) – chiuso il mercoledì

Attenzione: dal 13 al 22 giugno l’Appartamento Storico sarà chiuso al pubblico per consentire lo svolgimento in sicurezza di due importanti eventi istituzionali.

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