Cronaca di Napoli, movida: messaggio di insulti al Vomero contro due residenti

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Cronaca di Napoli, movida: messaggio di insulti al Vomero contro due residenti
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Cronaca di Napoli: cartello choc in zona Movida contro due attivisti del Comitato per la Quiete Pubblica e la Vivibilità cittadina.

di Luigi Maria Mormone – Un cartello con insulti è stato attaccato al muro sotto la pulsantiera dei citofoni del condominio napoletano di via Mattia Preti, nel cuore della zona della Movida vomerese. L’episodio è stato denunciato dal Comitato per la Quiete Pubblica e la Vivibilità Cittadina con un post su Facebook: “Così reagiscono i Barettari alle lamentele dei residenti – scrivono gli attivisti –. Ovviamente non si smentiscono mai: spacciatori di alcol e decibel… pensano di farci paura con le minacce anonime”. Destinatari del messaggio sono infatti proprio due attivisti del Comitato per la Quiete Pubblica e la Vivibilità Cittadina, che hanno un contenzioso giudiziario aperto con i gestori di un locale sito nelle vicinanze.Cronaca di Napoli, movida: messaggio di insulti al Vomero contro due residentiNon posso fare nomi, né indicare il locale, perché ci sono denunce in atto e, probabilmente, ce ne saranno altre – spiega a “Il Mattino” Gennaro Esposito, presidente del Comitato –. Purtroppo il problema non è nuovo: in quella zona la gente è esasperata, non ne può più di convivere con chiasso e puzza di fumo ed erba che entra dalle finestre. E ora è costretta anche a subire questo tipo di intimidazioni”. Al centro delle denunce fatte dal comitato c’è infatti la cosiddetta “movida molesta”, ovvero l’abitudine di radunarsi in alcune zone della città per fare baldoria fino a tarda notte, consumando alcol e droghe leggere. Teatro di queste abitudini sono i baretti, posti in prossimità delle case, i cui abitanti rivendicano il diritto al riposo e alla tranquillità. La “movida molesta” è stata anche oggetto di scontro tra Comune di Napoli, gestori di locali e gli stessi residenti, che più di una volta hanno effettuato cortei di protesta. E a poco sembrano serviti tavoli di concertazione e provvedimenti della Giunta comunale per regolamentare l’attività dei locali.

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