Arriva Mario Rui, il terzino voluto da Sarri

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Arriva Mario Rui, il terzino voluto da Sarri per rafforzare la fascia sinistra, dopo la richiesta di Strinic di essere ceduto per avere più possibilità di giocare.

È Mario Rui il secondo acquisto del Napoli. Per rafforzare la fascia sinistra, dopo la richiesta di Strinic di essere ceduto per avere più possibilità di giocare, Giuntoli e Sarri hanno preferito andare sul sicuro, assicurando alla squadra un calciatore esploso nell’Empoli proprio sotto la guida del tecnico. Nato nel 1991 a Sines in Portogallo, il nuovo difensore del Napoli (ieri la firma ed il tweet ormai consueto di De Laurentiis) è un brevilineo dotato di grande tecnica. Molto efficace in proiezione offensiva è un gran lottatore, duro ed esplosivo nelle ripartenze. Oltre 100 le sue presenze in serie A, lo scorso anno è stato fermato da un grave infortunio al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, compromettendo l’intera stagione con la maglia della Roma. La formula del trasferimento è quella del prestito con obbligo di riscatto (legato ad un minimo di presenze). Ha giocato in tutte le giovanili della nazionale portoghese senza mai, però, debuttare nella nazionale maggiore.sarri Dopo una prima settimana di allenamenti per recuperare la forma fisica, il giocatore sarà immediatamente pronto a dare una mano alla squadra, conoscendo a memoria gli schemi sarriani. Probabilmente il debutto ci sarà sabato 22 luglio nell’amichevole contro il Chievo. Il Napoli continua nella sua “filosofia” di scegliere giocatori dotati di una ottima tecnica di base prescindendo dalla fisicità: sia Ounas che Rui sono brevilinei ma dotati, come già detto, di grande tecnica di base. Una scelta, questa, che favorirà il possesso palla e l’uno contro uno contro gli avversari ma, giocoforza, creerà i soliti problemi sulle palle inattive. È questo l’unico dubbio sull’ormai validissima e lanciatissima squadra partenopea: basterà la tecnica e la organizzazione per sopperire alla forza fisica? Lo scorso campionato, soprattutto nel girone di ritorno, ha dato una risposta più che positiva, mentre in Champions la fisicità degli avversari del Real (ma parliamo dei campioni d’europa e del mondo) legata ad una tecnica sopraffina hanno avuto la meglio sull’organizzazione. Certo il Napoli non può pretendere di arrivare ai livelli delle big d’Europa ma la filosofia di Sarri e la sua impostazione di gioco, basata su un tiki taka verticale (e non orizzontale come quello del Barcellona di Guardiola) potrebbero sparigliare le carte anche in campo internazionale. La squadra, oltre ad essere ben assemblata in ogni reparto, dimostra, dopo questa prima settimana di ritiro anche un grande affiatamento come “gruppo”. Ed è proprio il gruppo che potrebbe fare, alla lunga, la differenza in campionato: nel momento in cui anche la Juventus, dopo la cessione di Bonucci e l’addio non senza polemiche di Dani Alves, sembra avere più di una crepa, il Napoli sembra la squadra più coesa e consapevole delle proprie capacità. La grande campagna acquisti del Milan dovrà fare i conti con il “credo tattico” di Montella: ci vorrà tempo prima di assorbire gli schemi e far ambientare i nuovi, senza considerare il fatto che il tecnico rossonero non è mai stato molto attento alla fase difensiva. In poche parole sembra lontano anni luce il ritiro dello scorso anno tra interviste mancate, l’addio di Higuain ed il malumore dei tifosi orfani del loro idolo. Ora si vedono sorrisi e tanta voglia di far correre una macchina che, nel girone di ritorno, è sembrata perfetta.  I 17 gol contro l’Anaunia non sono venuti per caso: due anni fa il Napoli vinse 7-0 e lo scorso anno 11-0. L’avversario è lo stesso ma, forse, la voglia del Napoli di quest’anno è ampiamente più grande.

(foto sscnapoli)